17 ottobre 2017

Lungomare, 50 ville sequestrate, 19 indagati

Un provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Civitavecchia, Giovanni Giorgianni, scaturito dall’inchiesta svolta dal pubblico ministero Pantaleo Polifemo. L’operazione “La Lente”, dal nome dell’area in cui si trovano i cantieri, che ha visto iscrivere nel registro degli indagati 19 persone. Si tratta di costruttori, architetti, direttori del lavori, più due tecnici e un ex dirigente dell’assessorato comunale all’Edilizia. Tutti, come si legge nel provvedimento di sequestro, “in concorso tra di loro sono ritenuti responsabili dei reati di realizzazione di opere edilizie e di lottizzazione abusiva in danno ad aree tutelate paesaggisticamente attraverso rilascio di autorizzazioni ritenute totalmente illegittime”. Un’inchiesta partita all’inizio del 2008 sulla base di un esposto del presidente nazionale di Italia Nostra, Giovanni Losavio, che segnalava al Ministero dei Beni Culturali la “distruzione della macchia mediterranea provocata dalle nuove costruzioni autorizzate sul lungomare di Fregene”. Dalle indagini, svolte dal nucleo investigativo di polizia ambientale forestale di Roma (NIPAF), il Gip conclude che le nove autorizzazioni paesaggistiche rilasciate in regime di sub delega dal Comune di Fiumicino nella “Lente”, tra giugno 2006 e febbraio 2008, sono illegittime per due motivi: dovevano essere autorizzate dalla Regione Lazio e riguardavano aree con bosco dove non si sarebbe potuto costruire. <<Per quanto riguarda il potere di sub delega su Fregene dimostreremo che il Comune ha questa competenza confermata per iscritto dalla stessa Regione Lazio – dichiara il sindaco Mario Canapini – tanto è vero che ci hanno rimandato indietro pratiche dove per errore era stata richiesta la loro autorizzazione. Per le aree boscate avevamo chiesto una perizia di un professionista del settore alla quale ci siamo allineati>>. Perizia contestata dal Corpo Forestale dello Stato secondo il quale nella redazione sarebbe stata trascurata “l’integrità della formazione boschiva parcellizzata in singoli lotti”. <<Le indagini sono andate avanti per più di un anno – spiega la dottoressa Modena che dirige il NIPAF – abbiamo le foto aeree del 2005 che fanno vedere la situazione del bosco e una ripresa, sempre aerea, girata nel maggio del 2008 quando sono stati aperti i primi cantieri>>. <<Per noi si tratta di un abuso, di un provvedimento illegittimo – dichiara l’architetto Angelo Mattiuzzi, progettista di 28 unità su 46 sequestrate – prima di tutto perchè sono state rilasciate regolari concessioni amministrative che ci hanno autorizzato ai lavori. Poi perchè la Regione Lazio ha autorizzato il Comune al potere di sub delega. Faremo subito ricorso per chiedere la sospensiva al Tar>>. Ma l’inchiesta potrebbe essere solo all’inizio, nel mirino ci sarebbero anche altri terreni sul lungomare dove le operazioni di sbancamento erano appena cominciate.  

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