25 settembre 2017

Lupi a Tragliata, dopo le mucche sbranate 7 pecore

Lupi a Tragliata, dopo le mucche sbranate 7 pecore

Il branco ha colpito ancora. Lunedì notte, sempre tra Tragliata e Testa di Lepre, sono state sbranate 7 pecore a 2 allevatori diversi.
Le incursioni sono avvenute a distanza di un chilometro una dall’altra: al primo pastore ne sono state uccise 2 che si erano allontanate dal gregge, al secondo 5, tutte ridotte a brandelli. Dopo le 4 mucche della settimana scorsa, questo è il secondo assalto in pochi giorni. “La prima impressione è che anche in questo caso si tratti di lupi – dice Giuliano Rinaldi, veterinario della Asl Rmd che ha fatto il sopralluogo e prelevato i campioni – sui corpi degli ovini ho trovato i segni del loro morso, i quattro buchi con cui serrano le mandibole sul collo delle prede. Se si fosse trattato di cani selvatici le tracce sarebbero state diverse”.

L’area dove sono state trovate le pecore sbranate è a una decina di chilometri di distanza da quella dove si trovavano le manze, il branco si muove in fretta e sa dove colpire. Non sono solo i morsi a far pensare ai lupi, il servizio Sanità Animale della Asl Rmd ne ha le prove. “Le segnalazioni sono iniziate 4-5 anni fa – spiega Rinaldi – ma nel 2011 in via del Casale di S. Angelo abbiamo trovato una lupa morta, investita da un’auto. L’anno dopo in via Castel Campanile un altro esemplare investito, un maschio, splendido, di colore grigio. Entrambi sono risultati “lupi della razza appenninica”. Ora stiamo analizzando la terza carcassa rinvenuta il 16 novembre scorso, manca il risultato finale, ma anche questo sembra proprio un lupo”.

Tanti gli episodi sospetti in questi anni nella zona: agnellini sbranati, qualche pecora, una volta anche un puledro e un bovino. Ma mai come adesso, il branco è cresciuto e sembra aver trovato in questa valle, tra Tragliata e Testa di Lepre, il suo territorio di caccia, una escalation che ora fa paura. 

“Se, come sembra, si tratta di lupo appenninico vuol dire che l’azione di tutela della specie ha funzionato – commenta l’allevatore Enrico Scorsolini – a questo punto qualcuno ci deve dire cosa dobbiamo fare. Convivere con questa situazione non è semplice, in caso di attacchi al bestiame i risarcimenti della Provincia, quando ci sono, sono ridicoli. Chi tutelerà ora le nostre famiglie?”.

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