22 settembre 2017

Maccarese, seminario sul restauro naturalistico degli edifici

Moltissime specie di animali come uccelli, mammiferi, anfibi e rettili, si sono adattate agli ambienti antropici trovando spesso rifugio negli immobili e manufatti artificiali. I fori degli edifici storici rappresentano un importante risorsa per la nidificazione di moltissime specie, in modo particolare in quegli ambienti dove le cavità naturali (alberi maturi, ecc) non sono presenti. Strutture particolarmente idonee e tipiche per molte specie comprendono non solo gli edifici di campagna quali casali, stalle, e ruderi ma anche edifici moderni quali abitazioni, muraglioni ecc. Tuttavia sono molti gli interventi di ristrutturazione che ne compromettono la disponibilità verso le specie. Molto spesso i restauri prevedono interventi mirati a contrastare la nidificazione degli uccelli (es. della chiusura dei fori, chiusura delle tegole ecc) per motivi igenico-sanitari senza tener presente che queste specie giocano un ruolo fondamentale per gli ecosistemi con innumerevoli benefici anche per l’uomo. E’ sufficiente prendere l’esempio di rondini e balestrucci che operano un controllo molto rilevante su mosche e zanzare di cui si nutrono. Negli ultimi anni l’attenzione verso questa tematica è andata aumentando con un maggiore interesse non solo dei privati ma anche delle istituzioni pubbliche. Il seminario ha visto la partecipazione di esperti del settore che hanno illustrato diverse soluzioni che possono essere messe in campo per favorire la biodiversità: il mantenimento dei fori o l’adattamento delle tegole possono facilitare la nidificazione di rondini e balestrucci. Altra tecnica di restauro di edifici storici e moderni è l’installazione di nidi artificiali per civette, gheppi e barbagianni, con esempi di come tali strutture vengono installate, i requisiti perché esse vengano occupate dalle specie, come è già avvenuto con successo sia in Italia che all’estero. La seconda parte del seminario è stata invece dedicata al miglioramento delle Oasi del WWF per incentivare le popolazioni locali delle specie che frequentano le aree protette. Esperti internazionali insieme ad altri italiani hanno presentato numerosi esempi di come gli edifici, ambienti e manufatti possono essere migliorati per accogliere la fauna locale, non solo di molte specie di uccelli, ma anche pipistrelli, scoiattoli, istrici, rane, lucertole e molti invertebrati. Altro tema affrontato è stato il miglioramento degli ambienti naturali (creazione di siepi, corridoi ecologici, ecc) con piccole e semplici azioni. Tutto questo a dimostrazione di come piccoli interventi possono essere funzionali ad aumentare la biodiversità, incentivando la presenza e la convivenza della fauna locale con le attività antropiche. 

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