25 settembre 2017

Maleducazione e regole a Fregene

Maleducazione e regole a Fregene

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Gentile Dott. Monaco, ho apprezzato, nel numero di Agosto di “Qui Fregene”, la denuncia sui peccatucci veniali commessi da chi fa un uso improprio della pista ciclabile di cui siamo molti ad essere lieti utenti.
L’ho apprezzato perché soffro spesso per la maleducazione e il mancato amore per la natura e per il proprio paese di cui abbiamo esempi piccoli e grossi, tutti i giorno. Così come abbiamo quotidianamente esempi di piccole e grosse prepotenze fatte nei confronti di chi non ha mezzi adeguati per difendersi. Anche questa estate ho fatto delle piccole lotte, alcune vinte, più spesso perse. Ho vinto, con grande soddisfazione, una battaglia pressocché quotidiana contro chi parcheggia la propria automobile davanti agli scivoli adibiti al passaggio di portatori di handicap, ciclisti e clienti, muniti del carrello della spesa, di un supermercato! Come ho vinto la mia battaglia? Minacciando il supermercato di mandare a voi una serie dei foto dei disagi causati da incivile e che non si volevano contrastare mettendo cassette o cavalletti davanti agli scivoli. Per paura di pubblicità negativa il giorno dopo sono comparse delle colonnine bianche e rosse che svolgono egregiamente il loro compito. Anche se gli irriducibili qualche volta colpiscono ancora! Ho parzialmente vinto la battaglia per ripianare la strada davanti a casa mia, dopo un capitombolo che è costato un dentino da latte a una nipotina e una ripresa al volo della mia mamma novantenne. Cortesi vigili hanno fatto venire una squadra del Comune adibita a colmare di asfalto le buche, anche se sono venuti in un giorno in cui la strada era allagata e quindi non hanno visto tutte le zone critiche. Poi ci sono le battaglie perse. Quella che mi sembra più grave è quella sulla piccola discarica “privata” di via Foce Verde. Vi scaricano l’erba falciata dai giardini, vecchi mobili e immondizia raccolta in grandi scatoloni o nei più classici sacchetti. Ogni tanto la piccola montagnola viene alleggerita di qualche componente, ma è sopravvissuta imperterrita per tutto Luglio e Agosto malgrado le segnalazioni a gentilissimi netturbini che garantivano l’impegno di segnalare il fenomeno ai loro dirigenti. C’è poi la battaglia persa con i ragazzini-adolescenti di ottima famiglia e che giocano a calcio negli stabilimenti adottando per i loro goal le porte delle cabine dove i clienti stanno cambiandosi il costume o grogiolandosi sotto le docce. E badi bene che non si tratta di stabilimenti affidati solo alla buona educazione e al buon senso degli utenti, ma di stabilimenti con tanto di campetti e reti per la palla a volo, il tennis da spiaggia e il calcio tanto amato da grandi e piccini. Fenomeno segnalato, ma i giocatori persistono e in piazzole delimitate dalle cabine si concentrano anche 20-30 di questi esemplari del rispetto altrui. Vogliamo dimenticare poi i medesimi ragazzetti che “non rubano” le biciclette ma le “prendono in prestito” per spostarsi da uno stabilimento all’altro?. Mi è successo l’anno scorso. Ho ritrovato la mia bicicletta dopo una scarpinata di un’ora tra gli stabilimenti e dopo che mi era stato consigliato di andarmela a cercare a mezzanotte nella piazzetta della Papaja dove gli adolescenti concludono le loro giornate. C’è poi un problema che mi sembra serio. Le scalette delle piscine, se afferrate per i gradini e non per i corrimano, possono essere taglienti. I bambini le usano impropriamente e i tagli possono essere anche seri. Non esistono scalette di plastica o di altro materiale che eviti questi inconvenienti? Perché questa mia lista di problematiche? Mi spiego subito. Il suo giornale ha un buon seguito locale. Vedo spesso in spiaggia o al bar lettori seri e attenti e l’esempio del supermercato dimostra che il suo giornale è anche “temuto”. Allora perché non prevedere uno spazio o una rubrica permanente dedicato proprio alla “Fregene problematica”? Si tratterebbe di raccogliere denunce e foto a fin di bene e non credo che si debba temere di passare per delatori o per bacchettoni se si finalizza uno spazio al rispetto del “bon ton” di una località che i villeggianti dovrebbero amare come e anche più degli abitanti. Grazie per la pazienza e buon lavoro!

Paola Avetta

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