24 settembre 2017

Mense scolastiche, nasce il caso panino

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Il caso panino in classe arriva anche nel Comune di Fiumicino. Dopo la sentenza della Corte d’appello di Torino dello scorso giugno, che permette ai bambini di andare a scuola col pranzo in cartella, alcuni genitori hanno cominciato a pretendere questa possibilità anche nelle mense comunali. Anche perché a partire da quest’anno scolastico nel Comune sono scattate per la refezione nuove tariffe aumentate da 2,5 a 4,5 euro per le fasce di reddito più alte secondo attestazione Isee. “Sono circa 50 i bambini delle scuole primarie di Fiumicino che vorrebbero portare il pasto da casa-dice Dania Moretti, la madre di un alunno dell’I.C. G.B. Grassi di Fiumicino – Ma ci sono stati dei problemi con i dirigenti scolastici, alcuni hanno vietato per un problema di “contaminazione” l’ingresso del cibo in mensa, altri hanno proposto che i genitori prendessero i figli durante la pausa pranzo, altri ancora hanno diviso i bambini lasciando mangiare in classe chi porta il pranzo da casa. Chiediamo di rivedere le tariffe per fasce di reddito, di reinserire le agevolazioni per il terzo figlio e di fare verifiche sulla qualità e quantità del cibo somministrato dalla cooperativa che ha vinto l’appalto. Nel frattempo, grazie alla sentenza, vogliamo far valere il nostro diritto a portare il pasto da casa anche con l’aiuto del Codacons”.
Alla protesta avrebbero aderito alcuni genitori delle scuole G.B. Grassi, via Rodano, Colombo, Porto Romano di Fiumicino e della Marchiafava di Maccarese, ma il fenomeno, tariffe a parte, è in evidente aumento. “Tutte le scuole italiane non sono ancora attrezzate a gestire questa novità – dichiara Paolo Calicchio assessore alla Scuola – in attesa che il Ministero ci fornisca le direttive per poter fare un regolamento condiviso con Asl, dirigenti scolastici, genitori e ditte che gestiscono le mense, spetta ai dirigenti scolastici regolarne le modalità. Una scelta che potranno fare in base agli spazi e al personale di cui dispongono”.
Il problema nasce dal fatto che nelle mense, affidate con bandi a società, possono entrare solo i “bambini iscritti” alla mensa che godono di coperture assicurative e altre tutele. Per poter mangiare il panino, invece, la prima cosa da fare è comunicare alla scuola l’uscita dall’elenco degli iscritti al refettorio.
“Per quanto riguarda le tariffe sulla mancanza dell’esenzione del terzo figlio e dei disabili c’è stato un errore e provvederemo a reinserirla nella prossima delibera – continua Calicchio – sottolineo che per quest’anno chi ha un Isee fino a 22 mila euro paga 2,50 euro come l’anno scorso. Ricordo che per la refezione scolastica è prevista l’esenzione fino a 5.165 euro di Isee, per la fascia da 5.165,10 a 22.660 sono previsti 2,50 euro a pasto, 3,80 da 22.661 a 35mila, oltre i 35mila il costo è 4,50 a pasto Sono fermamente convinto che l’Isee sia un elemento di giustizia sociale: chi ha di più paga di più”.
“Quello che sta accadendo a Fiumicino è scandaloso – dichiarano i consiglieri d’opposizione Mauro Gonnelli, Federica Poggio, William De Vecchis – Abbiamo denunciato questi aumenti del cento per cento ad aprile, nell’ultimo bilancio. Il problema? Gli indicatori economici totalmente sballati. Abbiamo più volte chiesto di rivederli e modificarli. Ci siamo anche proposti di lavorare assieme all’amministrazione a un nuovo modello che prevedesse tariffe più eque e sconti per secondo, terzo figlio e ragazzi con disabilità ma nessuno c’ha ascoltato. Si tratta di aumenti che vanno ad aggiungersi a ulteriori aumenti, rette degli asili, tassa sui rifiuti, tassa sui servizi. Una tassazione assurda che sta impoverendo oltre il 90% delle famiglie di Fiumicino”.

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