20 settembre 2017

“Nati per Leggere”, l’avvio

Dopo l’esperienza del primo triennio,  si riparte con una più profonda convinzione e consapevolezza dell’importanza degli interventi formativi precoci nello sviluppo del bambino. Pertanto, la Biblioteca comunale di Villa Guglielmi e  la Biblioteca dei Piccoli, associazione ONLUS di Maccarese, per il prossimo triennio rinnovano il loro impegno cooperativo per continuare a portare avanti un’impresa sfidante: appassionare i bambini  al libro, strumento  apparentemente  “povero” in un mondo ormai dominato dalla tecnologia e dai nuovi media della comunicazione. “Giovedì 6 dicembre, a Villa Guglielmi, si è svolto il primo incontro degli insegnanti decisi a confrontarsi con il difficile compito. Nella stessa giornata è stata inaugurata una mostra che documenta le attività realizzate dalle sezioni di scuola dell’Infanzia del territorio comunale nell’anno scolastico 2011-12 – fa notare Luigia Acciaroli, presidente della Biblioteca dei Piccoli, Associazione ONLUS  – L’esposizione propone i dati relativi ai risultati raggiunti e  alle attività realizzate: visite in biblioteca, interventi di lettura ad alta voce, prestiti a distanza dei libri in carico al Bibliobus ecc. Oltre ad esibire esemplari dei manufatti realizzati dai bambini delle sezioni, la mostra presenta   anche la “voce” degli insegnanti partecipanti: opinioni, esperienze, problematiche ecc., informazioni rilevate tramite un questionario somministrato agli insegnanti stessi.  Nei giorni 7 e 8 dicembre l’esibizione è stata visitata da numerosi bambini delle scuole e dai loro genitori; per consentirne la fruizione ad un pubblico più ampio,  la mostra verrà riproposta nella sede della Biblioteca comunale entro la fine di gennaio. Ci preme sottolineare che la preparazione della mostra ha rappresentato un’occasione importante per effettuare un bilancio del progetto: da una parte ci ha  offerto l’opportunità di dar risalto alle buone pratiche di promozione della lettura, maturate nel corso del triennio; dall’altra ci ha consentito di progettare azioni di miglioramento  calibrate sui punti deboli. Dalle analisi presentate nei pannelli della mostra, un aspetto emerge con evidenza: la necessità di studiare nuove strategie per coinvolgere i genitori dei bambini  e per sostenerli nel difficile compito di trasmettere la curiosità e la voglia di scoprire ciò che è nascosto dentro un libro. Tra le buone pratiche, sperimentate per diffondere il “virus” della lettura, si impone la lettura ad alta voce, un’attività che offre all’adulto e al bambino la possibilità di entrare in sintonia, di instaurare una relazione socio-affettiva positiva. Questo tipo di lettura conserva alcuni aspetti  del racconto orale,  praticata nelle sue svariate forme precocemente con i bambini,  può contribuire, nel tempo, a preparare un terreno fertile per l’alfabetizzazione.  Ecco quindi che, per non vanificare gli sforzi della scuola, è indispensabile aiutare e sostenere i genitori (e su questo terreno la BdP sta lavorando fin dalla sua nascita), affinché scoprano “cosa” soltanto i libri riescono a darci: questi “amici di carta” ci aiutano a dare un senso alle nostre esperienze, a ritrovare i significati del mondo intorno e dentro di noi.  La lettura, quindi, può contribuire ad aumentare il tempo di contatto dei bambini con i genitori, e a far diminuire, si spera, il tempo passato davanti alla televisione. Sappiamo che per accendere e guardare la televisione non servono le capacità di apprendimento necessarie per leggere un libro, ma, nonostante le parole, i consigli e i campanelli d’allarme lanciati dagli esperti, la televisione costituisce per i bambini europei la prima forma di svago e la terza attività, in termini di economia del tempo, dopo il sonno e la scuola. Leggere con i bambini è più facile di quanto si creda, ma richiede tempo e attenzione da dedicare loro, proprio quel tempo e quella attenzione che troppe volte vengono delegati alla televisione e ai videogiochi.  Nel contesto sociale e culturale di oggi, caratterizzato dallo sviluppo esasperato delle nuove tecnologie della comunicazione, dalla videomania,  dal “non tempo”, dai “non luoghi”, dalla tendenza al disimpegno e dalla scarsità di valori umani…. il progetto NPL va controcorrente e propone agli adulti di prendersi cura dei bambini, in altre parole di chinarsi su di loro con un piccolo, ma paziente, lavoro quotidiano volto a  riscoprire insieme l’emozione della scoperta e della meraviglia. Si può ridestare la meraviglia, rendere possibile l’emozione della sorpresa, chinandosi su una pagina per stabilire il contatto diretto con il messaggio e condividere con i bambini l’emozione vera  che è (o dovrebbe essere) la base di ogni esperienza culturale. Un piccolo lavoro, somigliante a quello dell’artigiano, che contribuisce significativamente  a stimolare nei bambini una crescita culturale con basi solide e uno sviluppo completo sia dal punto di vista cognitivo che  socio-affettivo”.

 

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