21 settembre 2017

Nel week end “Cinema alla carta” all’Ecomuseo

Sabato 19 e Domenica 20 febbraio “Cinema alla Carta” si trasforma in rassegna, con un programma che proseguirà anche il prossimo week-end, con titoli scelti proprio dagli spettatori delle varie rassegne cinematografiche dedicate al documentario e al cinema d’autore che da anni l’Ecomuseo propone.La loro scelta è ricaduta su Ostia (1970) di Sergio Citti, in programma Sabato 19 febbraio alle 15,00. Pellicola del 1970, racconta una Ostia cruda e desolata, attraverso un registro onirico tinteggiato di grottesco: figli di padre anarchico, morto ubriaco per mano loro, e di madre cattolica credente, finita in manicomio (conseguenza di un incesto col proprio padre che le tolse l’innocenza lasciandole l’incoscienza), Rabbino e Bandiera, omosessuali inconsapevoli, accolgono nella loro catapecchia di Ostia una pupa di periferia. Sarà lei l’involontaria causa di un fratricidio. Scritto con Pasolini, che ne ha curato anche la supervisione, è il 1° film di Sergio Citti, fratello di Franco e già stretto collaboratore del poeta e regista friulano, che ha messo in immagini la vicenda pateticamente torva e candidamente turpe con cadenze di favola quasi gioiosa che la trasfigura per virtù di stile. Domenica 20 febbraio alle 10,30 toccherà a Comizi d’amore (1964), la celebre inchiesta su amore e sesso nell’Italia degli anni ’60, composta da un prologo (P.P. Pasolini che discute con A. Moravia e C. Musatti), e quattro capitoli 1) Grande fritto misto all’italiana; 2) Schifo o pietà; 3) La vera Italia?; 4) Dal basso e dal profondo; e un epilogo di fiction con il matrimonio di due giovani. Pur mancando una vera e propira elaborazione stilistica dei materiali, Comizi d’amore rappresenta un interessantissimo documento dell’Italia dei primissini anni Sessanta, attraversata da Nord a Sud, raccontata dalle voci di operai e borghesi, di uomini e donne, anziani e bmabini, messi difronte a domande/provocazioni sugli aspetti emotivi, sociali e politic dell’amore.Unica anche l’immagine di Pasolini che se ne ricava, presente nella scena armato di microfono, più genuinamente curioso che provocatoriamente indagatore. Al termine delle proiezioni il consueto incontro con il pubblico tenuto da Paolo Isaja, regista e Direttore dell’Ecomuseo.Le proiezioni hanno luogo della Sala Visioni del Polo Ostiense dell’Ecomuseo del Litorale Romano. Il Polo Ostiense dell’Ecomuseo del Litorale Romano si trova nell’Area dell’Impianto Idrovoro di Ostia Antica, in Via del Fosso di Dragoncello, 172 (località Longarina) nelle vicinanze di Ostia Antica e a circa 3 km da Ostia Lido. Tutte le informazioni utili e il programma completo delle rassegne sul sito: www.ecomuseocrt.it . L’ingresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito.

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