21 settembre 2017

Notte di terrore anche a Fiumicino. E

“Sono entrati di notte senza farsi sentire. E hanno svegliato le loro vittime puntandogli contro la luce accecante della torcia elettrica. Si sono fatti consegnare i pochi gioielli che avevano in casa e per favorirsi nella fuga hanno rinchiuso moglie e marito nel bagno.A ventiquattr’ore di distanza dall’aggressione nottur­na ai danni di una coppia di ottantenni di Maccarese, picchiati e lasciati diverse ore legati alla spalliera del letto, ancora una rapina nella zona di Fiumicino. Per dinamica e etnia degli autori, il colpo dell’altra notte mostra molte analogie con quello precedente. Ed è anche per questo motivo che sul litorale a nord del Tevere si sta diffonden­do la psicosi a macchia d’olio.L’episodio più recente è avvenuto ieri notte. Secondo quanto ha ricostruito la polizia, che indaga sulla vicenda, intorno alle quattro una coppia che abita nella zona dei Cancelli Rossi, lungo la Portuense, a due passi dal commissariato di Fiumicino, è stata svegliata di soprassal­to dalla luce di una torcia puntatagli in faccia. «Non vi muovete e non vi succederà niente», ha ingiunto con un accento fortemente esteuropeo lo sconosciuto intrufolato­si nell’abitazione. Il destinatario di quella minaccia, di 35 anni, ha mantenuto i nervi saldi e si è preoccupato di tranquillizzare la moglie, di 34. Non ha accennato nessu­na reazione, ha guardato bene nella penombra, attraverso quella lama di luce, e ha scorto che oltre al bandito che impu­gnava la torcia c’era anche un altro indi­viduo.Erano dunque, due, i malviventi che si trovavano in quel momento in ca­sa della coppia. En­trambi corpulenti, alti non meno di un metro e ottanta, e con il volto coperto da sciarpe. «Dateci i soldi e l’oro che ave­te e non vi succederà niente» ha prosegui­to quello che sembra­va il capo dei due rapinatori.Alla richiesta del bottino, il padrone di casa non ha oppo­sto resistenza e, an­zi, ha indicato il cas­setto del comodino nel quale gli scono­sciuti avrebbero po­tuto prendere ciò che cercavano. Era­no i ricordi di una vita: un braccialet­to, degli anelli, una collanina. Poche mi­gliaia di euro di valore ma preziosi per il loro significato affettivo.Ottenuto quello per il quale si erano introdotti in piena notte in quella casa, i banditi hanno fatto alzare dal loro letto moglie e marito, li hanno invitati ad entrare nel bagno e lì dentro li hanno chiusi a chiave.Sono state le loro urla, poco dopo le quattro e mezza, a richiamare l’attenzione di una vicina che ha allertato il 113. Sul posto è giunto l’equipaggio di una volante che ha constatato che al pianterreno del villino c’era una finestra scassinata. Evidentemente i rapinatori erano entrati da lì. Gli agenti hanno liberato la coppia in evidente stato di shock anche se non c’è stato bisogno dell’intervento dei medici. La polizia scientifica non ha rilevato impronte, segno evidente che i banditi hanno agito con i guanti alle mani. Le vittime non hanno saputo indicare se gli sconosciuti fossero stati armati: nel buio, con la luce puntata sugli occhi, non è stato possibile distinguere eventuali oggetti in pugno. È singolare anche la circostan­za che i malviventi si siano azzardati a operare a due passi dal commissariato in un complesso edilizio densamente abitato. (Il Messaggero, Giulio Mancini)

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