17 ottobre 2017

Nuovo Ulivo, primi passi

Come è nata l’idea?

Dopo che a Vasto c’è stato un incontro pubblico tra Bersani, Vendola e Di Pietro, su come affrontare la prossime elezioni. Così abbiamo organizzato questo appuntamento per testare il polso a Fiumicino tra Pd, Sel e Italia dei Valori.

E che risposta c’è stata?

Soddisfacente. Lo scopo è stato raggiunto. Adesso saranno le forze politiche prendere in mano la situazione.

Quante possibilità ci sono per i centrosinistra di tornare a governare Fiumicino?

Non faccio percentuali. Per tornare alla guida del Comune dopo dieci anni di immobilismo di centrodestra occorre presentarsi come una vera e concreta alternativa nelle idee, nelle pratiche e nelle persone. Il centrosinistra deve avere una visione di sviluppo a volo di uccello”.

In che senso?

Individuando le vere linee di sviluppo di questo territorio: creare lavoro in loco senza deturpare il territorio, restituire ai cittadini il gusto della partecipazione e la sensazione che la casa Comunale è la propria casa ed infine convincere i più che qui varrà  la pena starci perché ci si vive bene. Idee concrete, trasparenti e percorribili e che rispondano alle esigenze della collettività e non di pochi.

Il fatto che sul territorio saranno presenti molte liste civiche può essere scoraggiante?

Assolutamente no. I partiti devono pensare a mettere in campo loro idee e con queste confrontarsi col mondo civico e non basare il loro rapporto su beceri scambi di potere: tante preferenze avrai tanti posti ti spetteranno. La sfiducia delle persone verso la politica è stato dettata anche da queste pratiche che si susseguono da troppi anni, oppure da esempi di politici che passano da una parte all’altra o utilizzando il ruolo istituzionale per interessi di parte. Basta. Se il centrosinistra sarà in grado di cogliere i messaggi di sofferenza della società, allora tornerà ad amministrare.

Che ne pensi dell’ultima bufera nella maggioranza?

Non mi ha sorpreso, ogni due anni esplodono le bolle. Formalmente per chiarire nobili questioni politiche, ma in realtà per rimettere a punto accordi di bassa lega. In più c’è il discorso successione a Canapini. In generale in questi anni è riemerso un clima da palude dove il primo cittadino passerà alla storia come il “Sindaco delle rotonde”. Un po’ poco per una classe politica che si era posta grandi traguardi. Gli impegni presi sono stati disattesi, il territorio è divenuto sempre più dormitorio con il coprifuoco alle sette di sera. Chi non rispetta le regole la fa da padrone. Diciamo che le aspettative di questa Città non avevano fatto i conti con le incapacità e le inefficienze di questa gente.

L’espansione edilizia continua in tutto il territorio del Comune.

In un territorio dove si costruiscono solo case a rimetterci sono anche i nuovi residenti che vengono da altre realtà e sono costretti a subire la mancanza di servizi necessari a cui hanno diritto. Su questo dobbiamo lavorare. Sarà con idee nuove e moderne che riusciremo a portare dalla nostra parte anche molto di quell’elettorato deluso di centrodestra. A patto che si ponga fine alla  bassa politica e al trasformismo per dare spazio a politiche sobrie e partecipate.

È attuale il tema rifiuti, che idea ti sei fatto?

Il tipo di raccolta non fa che rispecchiare le capacità di un’Amministrazione. In altre realtà alle porte di Fiumicino già praticano la differenziata e il porta a porta. Qui sembra una lingua sconosciuta, anzi, hanno votato per far mettere un inceneritore. Evidentemente il ritardo è soprattutto culturale, per questo il Pd e il centrosinistra devono presentarsi con un programma concreto e un valido candidato Sindaco.

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