24 settembre 2017

Odg su dimissioni, le reazioni alla bocciatura

opposizione

Si susseguono le prese di posizione a seguito della bocciatura in consiglio comunale l’ordine del giorno a firma della minoranza che chiedeva, in caso di rinvio a giudizio, le dimissioni di Sindaco, Giunta e Consiglieri comunali, iscritti nel registro degli indagati per indagini che riguardano attività svolte nell’ambito del loro incarico istituzionale.
Con un comunicato congiunto, i consiglieri comunali d’opposizione Mauro Gonnelli, William De Vecchis, Federica Poggio, Giovanna Onorati e Giuseppe Picciano esprimono la loro contrarietà verso la legalità “a fasi alterne” del centrosinistra. “Bocciando il nostro ordine del giorno con il quale si chiedevano le dimissioni a chiunque fosse colpito da rinvio a giudizio per reati contro il patrimonio e la cosa pubblica, questa maggioranza ha lanciato un messaggio chiaro alla città: anche chi sarà messo alla sbarra per concussione, corruzione e peculato potrà continuare tranquillamente sedere in consiglio comunale. Per il centrosinistra il problema morale non è tanto tenere fede agli impegni presi in campagna elettorale su temi come onestà, legalità e coerenza sventolati in questi tre anni, ma approvare un nuovo regolamento che vieti l’uso di magliette all’interno del consiglio comunale. Ecco, questa per il centrosinistra è la coerenza. La coerenza di chi per 40 anni ha fatto della legalità e della trasparenza il proprio cavallo di battaglia, la coerenza di chi si travestiva da ‘uomo sandwich’ chiedendo le dimissioni di chi nemmeno era indagato. Oggi tutte queste persone hanno calpestato i loro valori, hanno fatto marcia indietro solo ed esclusivamente per mantenere una poltrona o difendere la poltrona di qualcuno. Questo centrosinistra ha nuovamente calato la maschera: la legalità vale solo quando tocca gli altri”.
La prima replica arriva direttamente dal primo cittadino. “Come Amministrazione – ha spiegato il sindaco di Fiumicino Esterino Montino – ci atterremo alla vigente legge Severino, che impedisce lo svolgimento dell’attività amministrativa pubblica solo in caso di condanna in primo grado di giudizio. In aula consiliare ho sentito, da parte dell’opposizione, appelli alla moralità e all’etica pubblica, temi che chiamano in causa ciascuno di noi, e su cui ognuno di noi ha il proprio libero pensiero. Alcuni consiglieri di minoranza hanno chiamato in causa le nuove generazioni, che si interrogano sul perché noi non abbiamo dato il buon esempio approvando l’ordine del giorno. A me i giovani, invece, hanno posto un altro problema: come mai questa stessa regola non è stata imposta dieci anni fa? Credo si debba rispondere anche a loro. Il tema dell’etica e della moralità pubblica esisteva già dieci anni fa, anzi ha avuto un focolaio estremamente vivace all’inizio degli anni ’90. Sono passati tanti anni da allora, ma solo oggi si utilizza questo cavallo di battaglia o si pensa di utilizzarlo, quando all’epoca non c’era nemmeno la Legge Severino e forse sarebbe stato un atto con una grande forza innovativa nella normativa italiana. Occorre dunque una spiegazione politica, ma i consiglieri di opposizione in aula non l’hanno fornita. Per un motivo semplice: si cerca una scorciatoia che non esiste, invece di aspettare le elezioni politiche e il consenso dei cittadini. Trovo prematuro anche il tentativo dell’opposizione di fare un bilancio della nostra attività amministrativa, lo faremo a tempo debito, in ogni località e in prossimità delle elezioni. È sbagliato pensare da parte dell’opposizione che una campagna denigratoria quotidiana contro i membri della maggioranza, che ogni giorno invece tentano di dare risposte concrete ai cittadini, con tutte le difficoltà del caso, possa portarli a vincere le prossime elezioni. Le elezioni si vincono non con le chiacchiere, ma dando l’esempio, avendo una storia, un bagaglio dietro di sé e, naturalmente, con i risultati concreti. Ma di questo ne parleremo, come detto, a tempo debito.”
“Abbiamo sempre agito sulla base di principi morali ed etici”, è invece la risposta che arriva dai capigruppo della maggioranza in Comune Emilio Patriarca, Massimiliano Chiodi, Maurizio Ferreri, Giampaolo Nardozi, Antonio Bonanni, Laura Fabiano. “Abbiamo votato contro questo ordine del giorno non perché avessimo paura di chissà quale cosa ma perché questa maggioranza ha sempre seguito e continuerà a seguire la legge. Il sindaco Montino ha spiegato molto bene, durante il suo intervento, cosa prevede la legge Severino visto che sembra che i consiglieri di minoranza a quanto pare lo abbiano dimenticato. Non capiamo, anche se il collegamento può sembrare scontato, per quale motivo proprio oggi siano usciti con un ordine del giorno di questo tipo. Se il collegamento è con gli avvisi di garanzia, ricevuto lo ricordiamo anche da un consigliere dell’opposizione, il centrodestra può star tranquillo, magari evitando di usare l’aula consiliare come un palcoscenico: agiremo sulla base dei principi morali che hanno sempre contraddistinto questa maggioranza”.

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