23 ottobre 2017

Omicidio Cuomo, c’è un basita

A terra rimane Mario Cuomo, 62 anni, colpito alla testa, ucciso nel giorno del suo compleanno, davanti al figlio. Ferito gravemente il fratello, Giancarlo. All’alba di ieri i carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia e della Compagnia di Civitavecchia hanno arrestato i due presunti autori della tragica rapina avvenuta il 9 agosto del 2011: sono due noti pregiudicati romani. In manette un terzo uomo di Cerveteri, che secondo le indagini nell’occasione avrebbe fornito supporto informativo e logistico ai rapinatori. I tre sono Amerigo Raschielli, 42 anni, Gianpaolo Contini, 59 e Alessandro De Angelis. Il quarto rapinatore, di 67 anni, è morto da alcuni mesi. Ad incastrare la banda di rapinatori è stato anche il dna lasciato sullo scooter usato per il colpo. Ma non solo, commercianti, pastori e cittadini della zona, hanno aiutato i carabinieri nelle indagini. Il giorno prima della rapina il dipendente di una società che si occupa del noleggio di giochi elettronici si era accorto di essere pedinato dagli stessi rapinatori, che il giorno dopo avrebbero messo a segno il colpo al distributore, e aveva annotato la targa dello scooter e dell’auto sulla quale viaggiavano. Un dettaglio determinante che ha aiutato i militari a rintracciare i veicoli. Grazie alle testimonianze di alcuni pastori e cittadini bulgari lo scooter della rapina è stato individuato in un campo nei pressi del benzinaio. Durante le perquisizioni nella casa del 67/enne sono state rinvenute anche alcune foto della pistola della rapina che il malvivente, con alcuni tatuaggi sul polso, teneva in pugno: stava facendo girare sui cellulari quell’immagine per vendere l’arma e sbarazzarsene.”Adesso deve pagare più degli altri”. Alessandro Cuomo, il figlio di Mario, il benzinaio ucciso nella rapina, resta di stucco quando scopre che in manette è finito anche Amerigo Raschielli, il basista. “È terribile, lo conosco bene, abita a Cerveteri. Era un nostro cliente – racconta con rabbia – ed aveva lasciato persino un debito qui nella stazione di benzina. Pensate un po’, mio padre Mario lo aveva anche aiutato. Ecco come viene ricompensato chi fa del bene”.

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