23 ottobre 2017

Palazzo Altieri a Oriolo Romano

Palazzo Altieri a Oriolo Romano

IL 7 dicembre l’associazione Natura 2000 organizza la visita guidata a Palazzo Altieri a Oriolo Romano. Una visita per molti versi sorprendente, come spiega Anna Consoli Scudo nell’articolo di presentazione che qui riportiamo.

“Giorgio Santa Croce quinto signore di Viano… disboscò la selva di Manziana e, condottovi i coloni nell’anno 1562, rese frequentata la strada Claudia [..] edificò questo Palazzo”. Le parole incise sulla facciata rappresentano l’atto di nascita di Oriolo Romano, piccolo Comune sulle dolci colline vicino al lago di Bracciano in provincia di Viterbo, distante da Roma 53 km. Nei primi anni del 1560, infatti, Giorgio Santacroce, ricevuto il feudo in donazione dalla famiglia Orsini, chiamò Oriolo (dal latino aureus, ossia oro in riferimento alla fecondità del terreno, “romano” perché prima apparteneva alla provincia di Roma), il nuovo insediamento. Quindi invitò nelle sue terre contadini e boscaioli, detti “capannari”, provenienti soprattutto dalla Toscana e dall’Umbria, e mise a loro disposizione case con l’obbligo di disboscare macchie e di coltivare terre, corrispondendo il “quinto” di quanto raccolto. È curioso osservare che ancora oggi è rimasta l’origine umbra dei primi abitanti in talune inflessioni dialettali, usi culinari e folcloristici. Oriolo rappresenta quindi uno dei primi esempi di pianificazione urbanistica moderna, una fondazione civica “ex-novo”, in un luogo precedentemente incolto e spopolato. L’unità del progetto “palazzo-borgo” si coglie nel rapporto dimensionale tra la dimora del signore e gli edifici dei coloni, racchiusi entrambi dalle mura cittadine e nel sistema viario, costituito da tre assi longitudinali che confluiscono a nord nella piazza, delimitata dall’ampia mole del palazzo, che abbraccia tutto lo sviluppo dell’abitato. 
Il Palazzo rappresenta la tipica dimora patrizia di villa-fortezza, delle ville laziali tra il ‘500 e il ‘600, come ad esempio Palazzo Farnese a Caprarola. Nel 1606 il feudo ritornò alla famiglia Orsini che nel 1671 lo vendette alla famiglia Altieri. Essi ebbero un ruolo fondamentale nelle modifiche e negli ampliamenti del Palazzo, curati dall’architetto Carlo Fontana, ed a loro si devono le collezioni di quadri presenti al suo interno, in particolare l’inestimabile “Galleria dei Papi”, rara collezione di effigi papali. In varie sale contigue, che formano una suggestiva fuga prospettica di oltre 65 metri, è raccolta una collezione di quadri, dipinti a olio, raffigurante in ordine cronologico i 364 Papi che si sono succeduti nella storia da San Pietro a Giovanni Paolo II. Il Palazzo si affaccia su una piazza abbellita al centro da una fontana attribuita ad un allievo del Vignola (c’è chi afferma al Maestro stesso). Nella pavimentazione a sampietrini che copre tutta la piazza è disegnata una rosa dei venti che indica i punti cardinali in cui sono orientate anche le quattro bocche da dove fuoriesce l’acqua della fontana. Anche il giardino del Palazzo, di circa 8 ettari, attualmente donato al Comune, fu fatto realizzare da Giorgio III. Esso si sviluppa sul lato di ponente ed è collegato al palazzo tramite un ponticello. Al suo interno vi sono numerose essenze arboree pregiate secolari, quali tassi, abeti bianchi, lecci, cerri e un monumentale tasso ultracentenario. Il feudo restò agli Altieri fino al 1922, anno in cui fu definitivamente smembrato in base alle leggi che facilitavano l’affrancamento degli “usi civici “. Oggi l’Ente Università Agraria, i cui organi amministrativi sono eletti da tutti i residenti, controlla e gestisce tutto il comprensorio agricolo di Oriolo. Attualmente all’interno del Palazzo è allestito un museo la cui area si sviluppa sul piano nobile, composto da un grande atrio che immette, tramite un portale sormontato dallo stemma di papa Clemente X Altieri, nel salone centrale. Seguono stanze finemente affrescate con immagini di Roma antica, storie dell’Antico Testamento e paesaggi che rappresentano luoghi appartenenti all’epoca agli Altieri: Vicarello, Castello di Rota, Canale Monterano ecc. L’Associazione “Natura2000” organizza questa interessante visita Domenica 7 dicembre (essendo il Museo gratuito la prima domenica del mese) in modo da pagare soltanto il contributo per la visita guidata. Che si svolgerà nella mattinata e durerà circa 2 ore. Contributo: adulti 5 euro, soci gratuito. Info e prenotazioni cell. 339.65.95.890, natura2000@libero.it.

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