17 ottobre 2017

Parco giochi, botta e risposta

È quanto scrive una cittadina, Elisa Parotto, che aggiunge: “Con le belle giornate, dopo la scuola, è solito per molte mamme portare i bambini al parco giochi di via Maiori e cosa trovano? Un grande spazio completamente abbandonato. Per primo lo sguardo si posa sul rudere di castello di legno che è rimasto dalla scorsa estate, dopo che qualche vandalo ha pensato bene di dargli fuoco. È vero non è colpa dell’amministrazione se ci sono dei cretini, ma ormai il danno è fatto e non solo non è stato sostituito (cosa che non credo vada a pesare molto sui conti del Comune), ma non è stato neanche tolto quello vecchio ormai inutile e molto pericoloso per i bambini che possono salirci e rischiare di cadere. Quei pochi giochi rimasti sono senza manutenzione e molti si sono già rotti, così qualcuno ha pensato di portarli da casa. Bene la cosa è stata molto apprezzata quando sono comparsi i primi tricicli o macchinine a disposizione di tutti in modo tale che bimbi avessero qualcosa con cui giocare, poi siamo arrivati all’esagerazione prendendo il parco giochi come una discarica per i giochi vecchi e rotti, senza dare una regola a ciò che si può portare o a cosa no; così si trovano biciclette senza pedali, senza ruote o tenute insieme con tubi di metallo. Altro aspetto non meno importante è il fatto che il parco è aperto a tutti. Si dirà cosa c’è di strano, anzi! Bene, allora si vedono passeggiare coppie con cani anche non al guinzaglio, i quali sono liberi di lasciare i loro ricordi ovunque, come se lì i bambini non ci fossero o come se fosse una cosa del tutto normale. Basta fare una passeggiata al parco giochi, o presunto tale, per accorgersi che tutto è tranne un posto per bambini, sedie, sdraio, panchine rimediate, cumoli di terra o sabbia lasciate da qualche camion ed abbandonati. Per non parlare della staccionata mezza a terra e mezza in piedi. A Fregene il parco giochi in via Maiori è uno dei pochi luoghi che hanno i bambini per giocare e ritrovarsi insieme, non credo che al nostro Comune costi molto farlo diventare un luogo a misura di bimbo dove le mamme possono lasciar giocare i bambini in tutta tranquillità. Spero che il mio appello venga ascoltato e che qualcuno possa fare qualcosa per i piccoli abitanti di Fregene. Grazie”. Non è tardata ad arrivare la risposta da parte di Bruno Meta: “Gentile signora, chi le parla è il volontario dell’associazione Vivere Fregene che cura, gratuitamente, la manutenzione del Parco. Per quanto riguarda il rudere del castello, così come la recinzione, abbiamo da tempo chiesto al Comune di intervenire e aspettiamo fiduciosi. Comunque abbiamo subito messo una banda bianco-rossa per la sicurezza ma i genitori non controllano i bambini che la strappano in continuazione.  I giochi sono in perfetto funzionamento, compresi i tricicli che personalmente ho voluto portare nel parco, li ripariamo tutti i giorni e quelli vecchi li buttiamo via.  Il problema dei cani è reale, litighiamo continuamente con i proprietari che non rispettano il regolamento comunale che impedirebbe agli animali di entrare nel parco. Tra l’altro questi hanno uno spazio loro dedicato poco lontano e le premetto che per questo mio tentativo di far rispettare le regole sono stato più volte minacciato.  È chiaro che non posso stare nel parco 24 ore al giorno, ma tutti, genitori compresi, possono intervenire come faccio io per far rispettare il regolamento. Sedie e panchine, la signora ha ragione, non disponiamo di arredo da giardino in stile. Ma in attesa di ricevere dalla pubblica amministrazione le panchine promesse, abbiamo preferito sopperire con il materiale trovato, necessario per le tante persone anziane che frequentano quell’area e che vi si danno appuntamento tutti i pomeriggi. Comunque, visto che siamo tutti volontari, se qualcuno avesse voglia di aiutarci, le porte del parco sono sempre aperte. Molto cordialmente”. Dopo queste parole la signora Elisa Parotto è tornata sull’argomento: “Gentile Sig. Meta, la ringrazio per aver risposto alla mia lettera. Sono molto felice che l’Associazione Vivere Fregene si occupi “volontariamente” del parco Giochi di via  Maiori a Fregene, ma spero di non essere stata fraintesa: il mio appello è per l’Amministrazione Comunale di Fiumicino, e se lei condivide la mia protesta dobbiamo farlo uniti. Mi perdoni, ma come lei ha sottolineato nella sua lettera bisogna fare di più, bisogna che il Comune si accorga in che stato è il Parco Giochi. Quello che possiamo fare come mamme e cittadini è mettere in pratica il senso civico, come non sporcare il parco, far si che i pochi giochi esistenti non vengano danneggiati, ma di certo non possimo ricostruire la staccionata, o il castello ne tanto meno i giochi (in)esistenti. Il mio appello è sorto dalla necessità di vedere un’area che effettivamente si possa chiamare Parco Giochi, un’area recintata con delle regole scritte all’ingresso, con dei giochi comunali adatti ai bambini , con delle panchine e dei tavoli per gli anziani che si radunano per passare qualche ora insieme. Tutto questo a Fregene manca. Leggo con piacere delle sue proteste al Comune per la sostituzione del castello bruciato (dove le bande bianche e rosse non vengono staccate dai bambini ma dal lungo tempo ormai trascoso in quello stato), della staccionata rotta e di tutto quello che manca, ma se non bastano io e le altre mamme saremo ben felici di far sentire la nostra voce al Comune, di unirci per un’unica battaglia in nome dei bambini. Con questo io la ringrazio ancora per il suo volontariato al Parco Giochi senza il quale probabilmente la situazione sarebbe ben peggiore”.

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