25 settembre 2017

Per un pugno di euro

È questo il pesante bilancio del tentato furto di venerdì notte al bancomat di Poste Italiane in via della Muratella. E nel conto bisogna anche mettere un’altra voce, il tempo che ci vorrà per riaprire l’Ufficio con gravi disagi per tutti i residenti di Maccarese. “Sembrava una bomba, ci abbiamo messo un po’ per capire quello che era davvero successo”, dice Diego che abita a pochi metri dall’Ufficio. Sulla dinamica nessun dubbio, i carabinieri della stazione di Fregene hanno trovato fuori dallo stabile le due bombole di ossigeno e acetilene, usate per miscelare il gas esplosivo, dosato però in modo eccessivo, tanto che la deflagrazione ha devastato gli uffici.
Purtroppo non è una novità, da quando nel 2009 hanno iniziato a verificarsi questi furti ai bancomat con esplosione di gas, è stata una escalation con centinaia di casi, in alcune occasioni le esplosioni hanno provocato anche morti e feriti, anche tra gli stessi ladri.

Montino posta mac

Sulla questione è intervenuto il sindaco Montino (Foto Mino Ippoliti) che sabato mattina ha fatto un sopralluogo con i funzionari della Protezione civile e dei Servizi sociali: “Il comune di Fiumicino sta assistendo attraverso i servizi sociali due famiglie, una indiana e l’altra romena, che vivevano negli appartamenti sopra la posta di Maccarese in via della Muratella dove si è verificata una forte esplosione dovuta a un tentativo di furto con scasso del bancomat – ha detto Montino – Queste persone sono state costrette a lasciare la abitazioni e due appartamenti sono stati sigillati dai Carabinieri di Fregene. Si è sfiorata la tragedia, ormai è una serie continua,non più episodi. Prima l’episodio di Testa di Lepre, con l’incendio doloso in un deposito, un avviso molto serio. Poi la distruzione completa di un chiosco bar, a Maccarese, vicino la scuola Marchiafava. E, adesso, questa esplosione agli uffici postali. Un mese fa ho visto il Prefetto e gli ho detto che siamo in un territorio esposto perché ha 24 chilometri di costa, seimila barche, i porti, l’aeroporto. Siamo ormai la terza città del Lazio con ottantamila persone, la seconda in termini di estensione. Ora se qualcuno pensa che noi possiamo controllare questo territorio con due o tre caserme, con pochissimi uomini, si sbaglia di grosso. Anzi, va fatto un encomio a tutte le forze dell’ordine che pur in numero esiguo fanno il possibile per garantire la sicurezza, ai carabinieri di Fregene, che stanotte sono intervenuti subito e hanno fatto un grande lavoro. Ma qui il tema è ben più ampio. I presidi vanno rafforzati e riorganizzati sotto tutti gli aspetti. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se fosse andata a fuoco un’intera palazzina. Dalle testimonianze che ho raccolto stamattina sembra che i vigili del fuoco hanno impiegato circa un’ora per recarsi qua, dopo tre telefonate. Non c’è un presidio dei vigili del fuoco a Fiumicino. Tempo fa ho fatto una lunga discussione con il comandante provinciale dei vigili del fuoco per sollevare il problema. Non so come definire la risposta che mi ha dato. Mi ha detto che lui non poteva decidere nulla ma che l’unico a potersi muovere era il Ministro degli Interni. Francamente, che un Comune come Fiumicino sia un luogo dove i presidi vanno riorganizzati sotto tanti aspetti mi pare fuori discussione. Mi auguro, così come d’intesa con il Prefetto – ha concluso Montino – che ci sia al più presto la convocazione del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine pubblico in modo che tutti i soggetti interessati possano assumere le decisioni più adeguate e in tempi rapidi”.

 

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