25 settembre 2017

Pionieri, la famiglia Bitelli 3: da Little Tony a Vivi Gioi

01 Bitelli Senior

Mio padre (Foto 1) aveva studiato musica, con il suo gemello (Antonio) all’Antoniano di Bologna e sapeva suonare diversi strumenti tra cui il pianoforte, la chitarra, il mandolino, la fisarmonica e l’ocarina e continuava a coltivare il suo hobby suonando il violino in chiesa. Ancora oggi molti si ricordano la sua interpretazione dell’Ave Maria di Schubert suonata durante i matrimoni.
Per la messa suonava anche l’armonium, strumento musicale prettamente ecclesiastico, del cui acquisto si interessò personalmente facendo una colletta in bottega e mettendo di tasca sua la differenza. Gli piaceva moltissimo suonarlo per i fedeli.
Nello stesso periodo mia madre andava a Roma con la corriera, portando mio fratello come aiutante, per provare gli abiti che lei aveva tagliato e cucito per le signore della Roma bene e si recava in un appartamento di un sottosegretario dove si radunavano le sue “clienti” per le prove. Tra loro c’era anche la prima moglie del famoso cantante Teddy Reno, la signora Orsini e la signora Genghini. Per lei era una grossa soddisfazione morale ed economica. Io nel periodo di scuola di elettronica passavo le mie ore pomeridiane nel laboratorio all’Istituto Bernini a Ponte Milvio. Dopo facevamo partite di calcio nello scheletro di cemento costruito nel ventennio, poi diventato Stadio Olimpico per le Olimpiadi. Nei pomeriggi primaverili ci tuffavamo nel Tevere, allora balneabile. Ci buttavamo in acqua e la corrente con i suoi mulinelli ci faceva arrivare sull’altra riva.
Era anche il periodo che ci radunavamo nelle ville dei genitori più benestanti e si ballava il rock and roll, il cha cha cha e l’alligalli.
Iniziò anche la nostra frequentazione con Little Tony (Foto 2) e suo fratello Enrico, che venivano sempre al Tirreno agli albori della loro fulgida carriera. Infatti, Little Tony debuttò con il suo complesso a La Nave aprendo il concerto dei famosissimi “The Platters” con Pippo Baudo come presentatore. La gestione de La Nave era della famiglia Gabrielli, in particolare di Manlio che ci invitava nei week end nei suoi locali per attirare altri clienti (Foto 3 il pontile della Nave). Quindi facevamo apertura a “La Nave”, thè danzante al “Brigadoon” per finire poi la serata alle “Grotte del Piccione” in via della Vite a Roma ma facevamo anche tante feste tra di noi, ogni pretesto era buono (Foto 4).
Nell’estate del 1958 riuscii a prendere la patente all’insaputa di mio padre, soprattutto perché non mi permetteva di salire sulla sua automobile nuova: una Fiat 600. A fine estate io e il mio amico Vittorio Villani (Foto 5), che aveva una Fiat 500, partimmo per Parigi (io con in tasca 140.000 lire). Non c’era l’autostrada del Sole e percorremmo la via Adriatica per evitare il Passo della Futa che era troppo impervio per la nostra macchinina. Passammo per Chiasso, in Svizzera; entrammo in Francia diretti verso la ville lumière dove arrivammo il terzo giorno di viaggio. Giungemmo a Place de la Concorde e rimanemmo esterrefatti per la mole e la velocità del traffico. Visitammo il Louvre, Versailles, Notre Dame. Il ritorno ci portò in Costa Azzurra passando per la famosa Saint Tropez e come souvenir sfilammo una tabella stradale dell’amena località.
Rientrammo dopo due settimane senza uno spiccio ma con una bella esperienza e tanti ricordi. All’epoca si faceva il servizio militare obbligatorio: uff! Dopo i classici tre giorni a Roma, feci il CAR in Sardegna (Foto 6). Quando montavamo di guardia alla polveriera, in località Poetto, si vedeva arrivare il traghetto dalla Sicilia. Uno di noi usciva di nascosto tagliando la rete della recinzione e andava a Cagliari ad acquistare cinghiale, vernaccia e altri articoli e si passava così la notte di guardia gozzovigliando.
Poi fui trasferito alla Cecchignola. Appena arrivato ebbi una brutta notizia: mio padre aveva avuto un infarto. Dopo alcuni giorni di burocrazia ebbi il congedo e cominciai con l’impegno della bottega con tanto entusiasmo che ho ancora.
A Fregene all’epoca venne una valida attrice di prosa Vivi Gioi (Vivienne Trumpy) che fece per alcuni anni la presidentessa della S. S. Fregene e portò anche notorietà al luogo perché uscì la foto della squadra e della dirigenza sulla rivista “Oggi” (Foto 7).
Anche Mario riva era di casa a Fregene, spesso passava alla Bottega Bitelli, nella foto (8) è accovacciato accanto a Alfonso Fagnani e dietro c’è il vecchio Pascali.

Segue….

Vittorio Bitelli

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