22 settembre 2017

Ponte Ceci, il raddoppio non si farà

“Stavolta però c’avevamo creduto. Articoli sui giornali. Parole, parole, parole. Che purtroppo, per l’ennesima volta, sono rimaste tali. Tanta pubblicità, zero fatti: una costante delle ultime due legislature Canapini – dicono i due consiglieri Pd – Mancano solo i nulla osta, poi a fine estate l’appalto. Era marzo del 2010. È passato un anno e mezzo e ora il progetto è stato definitivamente stralciato. Sarà colpa della finanziaria alla quale il sindaco ha addossato tutte le colpe, ma il risultato, girando e rigirando i fattori, rimane quello: un fallimento. Fallimento su tutte le linee. Da quello del decoro urbano al servizio di raccolta rifiuti rimasto ingessato dai ritardi dell’assegnazione dell’appalto e che vedrà un ulteriore taglio di 1,5 milioni di euro. Insomma, staremo peggio di quanto stiamo già. Per non parlare delle infrastrutture promesse e mai realizzate. A un programma di sviluppo agro-zootecnico e agrituristico che favorisca i prodotti zero chilometri, olio, miele, vino, carne, latte, per i quali siamo famosi ovunque in Italia e all’estero. Un piano che il Pd da tempo chiede di realizzare per combattere una crisi globale che ci sta martoriando e tamponare l’emorragia di posti di lavoro di cui Fiumicino risente, come tutti i comuni in Italia. Purtroppo su questo l’amministrazione è sorda e preferisce stravolgere i lineamenti del nostro comune raddoppiando l’aeroporto, realizzando una discarica e un termovalorizzatore e lasciando carta bianca agli speculatori edilizi”. Il raddoppio di Ponte Ceci rimane uno dei nervi scoperti. “Si tratta di un’opera fondamentale, strategica per quel piano della viabilità che Canapini e la sua maggioranza irresponsabile hanno tenuto bloccato in questi nove anni. Ci sono stati solo interventi tampone senza però che si sia intervenuti strutturalmente sul nocciolo della questione”  attaccano Silvano Zorzi e Alessandra Vona che sul bilancio annunciano: “I numeri parlano chiaro, ci sono 8,5 milioni da tagliare. Canapini punta il dito sul Governo. Quello stesso Governo per il quale si è speso prendendo in giro tanti cittadini di Fiumicino. Ora proprio i suoi amici lo stanno affossando. Da lui attendiamo un atto di coerenza: le dimissioni. Per dare al comune una guida forte, che non ha più, e superare questo periodo storico complicato per tutti, figurarsi per un Comune con una classe politica inconcludente e incosciente, che antepone ai problemi del territorio che dovrebbe amministrare le lotte intestine per un posto al sole nel dopo Canapini”.

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