22 ottobre 2017

Prigionieri in casa, la vita da disabile a Fregene sud

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“Una vita da disabile a Fregene sud”. Non si tratta il titolo di un libro e neanche di un cortometraggio. È semplicemente la cruda realtà che riguarda i portatori di handicap che vivono nella zona sud della località. “Non c’è pace – dice Giuliana – e neanche sicurezza. Per andare a fare la spesa a Fregene nord è per me un’impresa, tornare viva a casa diventa una notizia. Il tutto è ascrivibile allo stato dei marciapiedi della zona sud lungo viale Castellammare. Sono praticamente inesistenti e con la carrozzina o con la macchinetta elettrica sono costretta a passare sulla strada con tutti i rischi che ne conseguono. Francamente non capisco questo doppio volto di viale Castellammare. Ma anche per raggiungere la pista ciclopedonale sul lungomare si trovano non poche insidie, con strade che presentano buche e avvallamenti continui”. Anche per andare incontro a persone come Giuliana sarebbe importante riqualificare la zona sud. Un disabile è già costretto a convivere con un disagio personale e fargli affrontare ulteriori disagi quotidiani non è giusto.
“Purtroppo – racconta Giuliana – anche se sono contenta della realizzazione del parco della lecceta ho riscontrato non poche difficoltà per accederci. In alcuni varchi delle cancellate ci passo con la carrozzina solo se qualcuno mi spinge, mentre in altri non posso proprio accedere. Questo mi dispiace perché un bene comune di questa portata deve essere accessibile a tutti. Mi auguro che presto vengano apportate delle migliorie in tal senso”.

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