19 ottobre 2017

Puliamo la foce, un suk con latrina

I senegalesi riempiono di carta le borse “Louis Vuitton” per dargli forma. I marocchini scartano confezioni di costumi da bagno. Fanno la loro colazione, espletano i bisogni corporali ed iniziano la giornata lasciando una quantità enorme di rifiuti ed escrementi che giorno dopo giorno, per chi frequenta la zona come me, alimentano una strana rabbia ed un bisogno irresistibile di intervenire, di fare qualcosa, tentare nel mio piccolo di spiegargli che l’Italia è un paese amichevole ed accogliente e va rispettato come va rispettato il fatto che qui ci abito io e non permetto a nessuno di fare uno scempio del genere. Non ci sto! Decido per la linea diplomatica quindi comincio a parlare con loro e li invito a raccogliere la spazzatura e gettarla nel cassonetto bianco dedicato alla raccolta della carta collocato sulla strada tra il Point Break ed lo stabilimento Tirreno. Onestamente non sono arrabbiato con questi poveri cristi ma resto perplesso di fronte questa assurda ed inutile generosità verso l’immigrazione in generale perchè durante il corso dell’estate e della vicenda ho tentato un contatto con loro ma è stato impossibile. Essendo un fotografo ho deciso di raccontare la storia realizzando dei brevi video ma la cosa non è piaciuta ai senegalesi e hanno minacciato più volte di farmela pagare costringendomi a guardarmi seriamente le spalle soprattutto quando passavo da solo. Per un paio di settimane alcuni cari amici hanno deciso di scortarmi e proteggermi ed i senegalesi per ripicca hanno cominciato a triplicare la spazzatura. La realizzazione dei video mi ha permesso di studiare i loro comportamenti ed il 19 agosto scopro che nascondono la merce all’interno dell’oasi wwf. Segnalo la cosa ai carabinieri di Fregene e la stessa sera procediamo al sequestro. Da quel momento preferisco evitare di passare e di andare a Focene in automobile. Per vendetta la spazzatura aumenta ancora di più. Mi sento in colpa. Potevo farmi gli affari miei come tutti e lasciare stare. Ma sono troppo incazzato perchè chiunque si reca al canale abbandona la spazzatura. E’ così che ho deciso di intraprendere questa battaglia e di raccontarla perchè la spazzatura è ovunque e la spazzatura non nasce da sola ma la facciamo noi.Ripeto; la colpa non è loro ma nostra che potremmo sfruttare questa preziosa occasione per insegnargli ciò che noi abbiamo costruito ed imparato nel tempo. Una volta arrivati in Italia, in questa Italia, in questa Regione, in questa Fregene devono sentirsi improvvisamente proiettati nel paese delle meraviglie perchè sentono di poter fare quello che gli pare. Non è giusto, e non sarebbe giusto nemmeno da parte nostra continuare a fare finta di niente e permettere al male oscuro che si cela dietro queste vicende di trascinare nel fango il destino ed il futuro di Fregene che ha un meraviglioso futuro perchè ha un enorme potenziale ma sta nelle nostre mani, sta a noi decidere, sta a noi agire. Nessuno si muove e nessuno dice niente. Nell’estate 2009 Fregene agonizza fra un cavolo di mercatino di cianfrusaglie e bidoni che traboccano spazzatura. Il canale delle acque basse è il termometro che misura il degrado in cui stiamo scivolando e proprio da lì dovrebbe iniziare un’altra specie di bonifica culturale e territoriale. Se liberata dalle lobby, dagli immigrati e dai ladri impuniti e dal silenzio Fregene potrebbe iniziare a ritrovare il suo splendore e richiamare i turisti; la principale risorsa economica. Ma il primo passo deve farlo la popolazione. Le cose accadono perchè lo vogliamo noi. Eleggiamo noi i nostri rappresentanti ed eleggere il meno peggio non è certo una soluzione intelligente. I cassonetti traboccano spazzatura e puzzano. Nel 2009 ancora non c’è un lungomare. Ne una pista ciclabile. La gente muore agli incroci privi di ogni tipo di segnaletica. I ragazzini di 16 anni hanno accesso all’alcool e alle sigarette grazie ai distributori automatici. Riciclare è impossibile e frustrante. Lobby, spazzatura, immigrazione incontrollata, degrado, omertà ed indifferenza non giovano al futuro di Fregene. Abbiamo un territorio che può offrire molto al turismo, abbiamo dei fondi, manca solo un po’ di buona volontà da parte nostra che ci viviamo tutto l’anno. Propongo di darci un appuntamento al canale delle acque basse armati di guanti e rastrello e lavorare tutti insieme per dare un nuovo aspetto alla nostra piccola e preziosa Perla del Tirreno. Ho contattato l’assessore Pasquale Proietti e ci mette a disposizione il camion per la raccolta. C’è tutto. Manchiamo solo noi. Che facciamo? Ci organizziamo? Inviare idee, adesioni e commenti all’indirizzo email qui sotto grazie. Vi terrò informati sulla data che potrebbe essere ultima domenica di settembre. (Stefano Manduzio)

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