Sul web la notizia circola da giorni. Annunci che invitano i cittadini a recarsi presso il proprio Comune di residenza per firmare la proposta di legge popolare che ha lo scopo di modificare l’attuale legge sulla legittima difesa della casa e dei beni in caso di furti. L’iniziativa per la raccolta di firme per la legittima difesa è partita dall’Italia dei Valori, il partito di Antonio Di Pietro, e ha l’obiettivo di mettere in atto una raccolta di firme per la legittima difesa con lo scopo di rendere più severe le pene in caso di violazione del domicilio e quindi di tutelare maggiormente chi subisce furti o aggressioni nella propria casa.
“Noi di Italia dei Valori abbiamo così deciso di depositare in Cassazione una proposta di legge popolare per punire più severamente la violazione del domicilio attraverso il raddoppio delle pene (ora fissate ad un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni, noi vogliamo portarle ad un minimo di un anno e ad un massimo di sei) e potenziando le possibilità di legittima difesa, invero ad oggi alquanto limitate – dichiarano i promotori. Chi viola la nostra casa deve essere punito severamente e ai cittadini onesti va data la possibilità di tutelarsi. Se la nostra proposta sarà approvata, e noi lavoreremo duramente in Parlamento affinché ciò possa avvenire in tempi brevi, la violazione del domicilio verrà punita molto più duramente, escludendo poi qualsiasi responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si è introdotto nelle sfere di privata dimora. Vogliamo dunque evitare ogni ipotesi di trasformazione dell’aggressore in vittima”.
Nel dettaglio, la proposta di legge è finalizzata a modificare gli articoli 55 e 614 del codice penale. Con la modifica dell’articolo 55 il disegno di legge intende escludere l’eccesso colposo in legittima difesa, vale a dire legittimare il padrone di casa a poter difendere se stesso e i propri beni senza subire denunce. La modifica dell’articolo 614, invece, richiede l’ aumento della pena fino a 6 anni per chi commette il reato di violazione di domicilio e un ulteriore aumento fino a 7 anni nel caso in cui il colpevole sia palesemente armato al momento dell’aggressione. Infine, la proposta di legge intende anche negare il risarcimento danni in caso di lesioni subite dall’aggressore da parte del padrone di casa.
La raccolta di firme per la legittima difesa non costituisce di per sé un referendum, ma serve per poter presentare in Parlamento la proposta di legge popolare: secondo la Costituzione, infatti, servono 50000 firme per poter presentare il disegno di legge al Parlamento. Successivamente la proposta dovrà essere discussa ed approvata per rendere possibile la modifica dei due articoli.
La raccolta di firme per la legittima difesa ha avuto inizio il giorno 1 aprile e continuerà fino al 25 maggio.
Chi è interessato ad aderire all’iniziativa dovrà recarsi presso l’Ufficio Elettorale del Comune di Fiumicino in via Portuense dove sono disponibili i moduli mentre a Fregene, come ci segnala Maria Teresa, ancora non ci sono. Per poter apporre la propria firma è sufficiente essere in possesso della carta d’identità ed essere residente nel Comune in cui si intende firmare.