26 settembre 2017

Raccolta rifiuti, la voce del Comitato

“Non c’è altro modo per commentare al termine della lettura delle poche carte che ci sono state consegnate dopo varie richieste, carte relative al progetto proposto dall’ATI GESENU/PAOLETTI/CNS che si è aggiudicata il nuovo servizio di igiene pubblica a Fiumicino per i prossimi 7 Anni – sottolineano i membri del Comitato – Fiumicino arriverà al 55% di raccolta differenziata solo al termine del contratto, lasciando ancora alla raccolta stradale varie aree e località del Comune. Ricordiamo, se ancora ce ne fosse bisogno che l’obbligo del 65% di raccolta differenziata è relativo alla fine di quest’anno, al 2012 e noi non ci arriveremo nemmeno alla fine del 2018! Ricordiamo che l’intero servizio costa alla Cittadinanza 13.000.000 di Euro l’anno tra costi da sostenere verso l’ATI e costi di conferimento in discarica.  Ma andiamo per ordine; innanzi tutto non riusciamo a capire se i volumi di produzione dei rifiuti reali sono quelli citati nel bando e se questi dati sono già stati depurati di quelli relativi all’Aeroporto, che dal 2012 in avanti procederà autonomamente; questo lo riferiamo ai fini del dimensionamento economico del servizio (poco meno di 7.500.000 di Euro l’anno per 7 anni). Il progetto presentato dall’ATI fa leva su 3 isole ecologiche ad oggi inesistenti: quelle di Fiumicino‐Pesce Luna (dove era possibile conferire diverse tipologie di materiali) e quella di Fregene‐via Cesenatico (dove il conferimento era limitato a pochi tipi di materiali) sono state chiuse perché non a norma, quella di Passoscuro risulta chiusa già alla data del bando di gara. Inoltre i dati citati nel piano, ad una prima analisi, sembrano essere non rispondenti alla situazione reale, ad esempio il censimento di case e condomini è parziale, nel caso di Aranova a è associato un solo Condominio.  Riteniamo che le frequenze di ritiro porta a porta in particolare dell’umido siano insufficienti; solo 2 volte a settimana, il giusto numero per far fallire la sperimentazione; non è previsto lo sviluppo di Ecocentri sul territorio oltre ai 3 sopra citati e di cui abbiamo già descritto lo stato, quando invece una loro capillare distribuzione sul territorio è base fondamentale per la differenziata (lo dice anche il vincitore del bando). Non riteniamo possibile che Testa di Lepre, Tragliata, Tragliatella, Palidoro, Vignole, una zona di Isola Sacra e Aranova , rimangano ancorate alla raccolta stradale ed ai cassonetti. Come non riteniamo possibile che il costo del conferimento in discarica rimanga per tutti i 7 anni invariato a 4.275.000 Euro, come se nemmeno con l’ipotetico 55% non si riducesse il volume del conferito; e non riteniamo possibile che il costo del servizio non sia rinegoziabile nemmeno una volta nei 7 anni, e che quindi tutta l’efficienza indotta dall’esperienza vada a favore dell’ATI.  Vorremmo poi anche sapere dove andranno a finire i soldi che entreranno nelle casse comunali a fronte del secco differenziato inviato ai consorzi di Riciclo. Come vorremmo anche sapere se il ruolo della Società FITALS è solo esemplificativo oppure è già previsto a livello contrattuale. Riteniamo fantascientifico non arrivare al 65% in 7 anni, parlando di un comune di 72.000 anime. Ridicolo e illegale. In verità questo bando non serve a fare la raccolta differenziata, (serviva forse, visto che è stato redatto nel 2009); Canapini sperava e forse spera ancora in una discarica ed un inceneritore sul suo (ancora per poco) territorio per nascondere il pattume sotto il tappeto, dove il tappeto è la cittadinanza che pretende di addomesticare.  Crediamo sia possibile raggiungere in 12‐15 mesi la copertura totale delle località del comune arrivando almeno al 65%, e questo a regime produrrà un risparmio annuo consistente derivante sia dal mancato conferimento in discarica del residuo indifferenziato, sia dalla vendita del secco differenziato ai Consorzi di Riciclo, il tutto quantificabile a livello macro in un minor esborso di oltre 2.000.000 di Euro all’anno. Siamo pronti a dimostrare ai nostri amministratori questi numeri, senza nessuna presunzione e sapendo che la mancanza di dati certi induce una certa approssimazione. Nell’attesa di un serio piano di diffusione della raccolta differenziata Porta a Porta chiediamo all’Amministrazione di ripristinare immediatamente le 3 isole ecologiche, quanto meno per evitare che nel territorio nascano come funghi nuove minidiscariche abusive”.

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