22 settembre 2017

Regione, i Verdi contro la Polverini

Presente ieri mattina al sit in dei consiglieri regionali di opposizione, auto-convocatisi di fronte la Regione Lazio in via Cristoforo Colombo per manifestare contro l’immobilismo della Regione targata Polverini. “La Regione Lazio non è Ballarò – ribadisce Angelo Bonelli – dove poter fare fugaci apparizioni senza prendersi responsabilità di governo. Si cominci a lavorare, ci sono tanti problemi da affrontare, i problemi dei cittadini non aspettano. All’ordine del giorno ci sono sanità, trasporti, nucleare, crisi economica, e inquinamento. La Polverini deve dare delle risposte. Noi Verdi abbiamo presentato una proposta di legge per bloccare il nucleare nel Lazio, e abbiamo chiesto una riunione urgente del consiglio regionale per affrontare i problemi legati alle costruende centrali nucleari di Montalto di Castro e Borgo Sabotino. Questo consiglio regionale non è stato convocato nonostante il regolamento dia quindici giorni per fare ciò. Polverini è a questo punto inadempiente verso le regole della Regione Lazio. Siamo di fronte quindi all’ennesima prova di arroganza da parte del centrodestra. Oggi è a rischio anche l’assestamento di Bilancio, che deve essere approvato entro un mese, ma ad ora non esistono nemmeno i presupposti essenziali per fare ciò visto che a causa della litigiosità interna al centrodestra non sono state formate neppure le commissioni. Ci saranno gravi conseguenze, già adesso apprendiamo che il governo avrebbe proposto il taglio al trasporto pubblico locale per 500 milioni di euro, si tratta di una follia. Ciò vuol dire mettere in ginocchio il trasporto pubblico locale in tutta la regione aggravando una situazione già drammatica che vivono le città di Roma e Frosinone sul fronte dell’inquinamento dell’aria. Questa ormai è una regione senza guida – conclude Bonelli – commissariata dal governo Berlusconi, con un centrodestra incapace di assumersi responsabilità precise, cosa che influirà in primo luogo sulla salute dei cittadini, visto che non è dato sapere nemmeno come funzionerà la sanità regionale, quali strutture rimarranno aperte e quali chiuderanno, quanti posti letto saranno tagliati, e quanto si dovrà pagare in più per l’assistenza sanitaria”.

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