23 settembre 2017

Rifiuti, cambiare si può ma non si vuole

Tutti, fatta eccezione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, hanno espresso il proprio sostegno allo Studio della ConfServizi Lazio che in apertura di seduta il presidente Zingaretti ha presentato come il nuovo piano rifiuti del Lazio, un piano che prevede, fra le altre cose, la riaccensione del gassificatore di Cerroni a Malagrotta.
Siamo indignati di fronte alla saccenza e superficialità con cui tutta la maggioranza ha affrontato la questione degli arresti eccellenti e delle indagini sulla quarantennale ecomafia romana e laziale, indignati perché dopo più di tre anni abbiamo sentito ancora parlare di Pizzo del Prete come sito per la discarica definitiva del post Malagrotta, perché sono state dette parole a favore del potenziamento degli impianti a Colleferro, un’altra Valle, come la Galeria, ferocemente avvelenata da inceneritori, discariche, cementifici e TMB, indignati perchè Civita ha sostenuto che all’Inviolata finalmente entrerà in funzione un altro TMB che produrrà altro CDR, perché il nuovo che ci è stato fumosamente prospettato sono gli impianti a biogas, indignati perché tutti hanno taciuto il proprio parere, fatta eccezione dei consiglieri del movimento 5 stelle e del consigliere Santori, sulla minacciata riaccensione e potenziamento dell’inceneritore di Malagrotta come contro l’ampliamento della discarica di Cupinoro a Bracciano ribadita dall’assessore Civita nel corso del suo intervento, indignati perché siamo considerati e trattati come cretini utili solo in quanto potenziali elettori.
E siamo forse ancor più indignati dalla vergognosa bocciatura da parte di tutta la maggioranza, da PD a SEL passando per gli “ambientalisti responsabili” arruolati nelle liste civiche pro Zingaretti, di una risoluzione proposta dai consiglieri del movimento 5 stelle. Cosa chiedeva questa risoluzione? Le dimissioni di Civita? la chiusura immediata degli inceneritori di Colleferro? Lo smantellamento di AMA, stante le enormi difficoltà alle nomine dei nuovi vertici e l’annunciata richiesta al Ministro di Orlando di nominare l’ennesimo Commissario Speciale ai Rifiuti?
Niente di tutto questo, semplicemente chiedeva l’ovvio impegno, a fronte delle 500 pagine di indagine che hanno portato all’arresto di Cerroni, dei suoi più stretti collaboratori e di amministratori locali, personaggi politici che costa fatica definire illustri, di verificare la regolarità delle procedure autorizzative degli impianti di Cerroni, il monitoraggio sulla salute nelle zone che ospitano impianti inquinanti, sospensione di tutte le procedure autorizzative su attività in capo a Cerroni.
Il governo regionale, la maggioranza di Zingaretti ha deciso che i cassetti che custodiscono le autorizzazioni rilasciate ed in itinere devono restare ben chiusi! Cerroni deve restare l’unico responsabile perseguibile di questo sporco malaffare!
È ora di dire basta: quattro anni di discaricabarile, di emergenza rifiuti e di commissari speciali ci hanno insegnato molto, abbiamo aperto gli occhi, ci siamo conosciuti, abbiamo parlato, abbiamo superato i localismi e le diffidenze reciproche, è finito il tempo del dividi et impera, né qui né altrove non è solo uno slogan, è la richiesta di cambiare velocemente e radicalmente ciclo dei rifiuti: vogliamo un piano che escluda inceneritori e biogas e qualsiasi impianto non finalizzato al recupero della materia, vogliamo che la nostra salute conti più dei soldi di Cerroni e dei tanti politici corrotti.

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