26 settembre 2017

Rifiuti, si torna in alto mare

 

In sostanza viene bocciato il lavoro svolto fino ad ora dal commissario Giuseppe Pecoraro che comunque resta al suo posto. Così il ministro dell’ Ambiente, Corrado Clini ha nominato un gruppo di esperti del suo dicastero, di supporto a quelle degli enti locali, per verificare la documentazione già esistente che ha portato alla scelta di Riano e Corcolle. Clini ha anche chiesto alla Regione approfondimenti sul Piano rifiuti, approvato il 18 gennaio, per capire se il documento contenga risorse e progetti validi per costruire un corretto ciclo dell’ immondizia fino al 2015. L’ argomento è stato al centro di una riunione durata 2 ore alla quale hanno partecipato, oltre al ministro, la governatrice Renata Polverini, il sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, e il prefetto Pecoraro. “Abbiamo pochi mesi di fronte per trovare una soluzione transitoria che sia coerente con le normative nazionali e europee – ricorda Clini – Le soluzioni transitorie che sono state già individuate dal commissario prefettizio saranno oggetto di ulteriore valutazione insieme alle altre opzioni che erano state già individuate dalla Regione”. Il 22 marzo ministero e enti locali torneranno a riunirsi “per procedere in maniera tale che la soluzione transitoria che sarà trovata possa essere di garanzia per tutti”, fa notare Clini. A tal proposito il comune di Fiumicino ribadisce il proprio “no” a ospitare una discarica, all’indomani del vertice sull’emergenza rifiuti di Roma in cui si è deciso, per una soluzione alternativa a Malagrotta di cui è prevista la chiusura il 30 giugno, di rivedere tutte le ipotesi di siti per ospitare discariche finora esaminate, tra cui figuravano anche Osteriaccia e Pizzo del Prete a Fiumicino. “Dopo la riunione non c’è stato alcun contatto – spiega  il Sindaco di Fiumicino Mario Canapini – Il comune si è già espresso: noi siamo fermamente contrari a una discarica di tal quale nel nostro territorio anche se provvisoria. La Regione Lazio dopo aver genericamente indicato Pizzo del Prete non ci ha più dato alcuna notizia in merito, dunque non sappiamo se questa area, in un primo momento individuata, sia ancora presa in considerazione oppure di no. Anche ammesso che ci siano tutte le altre condizioni da verificare Pizzo del Prete per giugno non sarebbe comunque pronta a ospitare rifiuti in via provvisoria perché andrebbero fatte tutte le indagini preliminari e le verifiche di compatibilità”. Una chiusura verso la discarica che era già stata fatta dal Primo Cittadino di Fiumicino, quindi non c’è stato alcun dietrofront in merito. I vincoli su Corcolle e Riano, la netta chiusura del comune di Fiumicino spalancano le porte all’ipotesi Monti dell’Ortaccio, sito che si trova a poca distanza  dall’ “Ottavo Colle” e, come Malagrotta, appartiene a Manlio Cerroni, 83 anni, il gagliardo avvocato che monopolizza il sistema della raccolta dei rifiuti in tutto il Lazio. Tutto lascia ipotizzare che il candidato numero uno sia Monti dell’Ortaccio, anche il fatto che lì una discarica è già pronta.  La preoccupazione dei comitati rimbalza nella sede del XV municipio (Magliana-Boccea), il più direttamente interessato dalle ripercussioni. Il minisindaco Gianni Paris, che chiederà un incontro al ministro Clini, definisce un vero e proprio “crimine” l’idea di riprendere in considerazione l’ipotesi del sito a Monti dell’Ortaccio. Tra i cittadini che vivono nelle vicinanze monta la rabbia, tanto che Paris prospetta “forme di protesta davvero eclatanti”.  Ma il tempo stringe: il 30 giugno, salvo altre proroghe, Malagrotta chiuderà. E entro pochi giorni la commissione dei saggi nominata dal ministro Clini dovrebbe fare il nome del sito prescelto.

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