17 ottobre 2017

“Rinviare differenziata a Fiumicino”

È quanto riporta una nota del Comitato Rifiuti Zero Fiumicino. “Sempre dalla stampa apprendiamo che questi mastelli non sarebbero stati consegnati in quanto le persone non erano in casa al momento della consegna a domicilio; nessuno dice quali siano le cause individuate dall’Amministrazione rispetto a questo fenomeno, e le azioni correttive che dovrebbero essere state apportate a questa strategia di approccio all’avvio della differenziata – dicono i membri di Rifiuti Zero – Sono molti mesi che diciamo che la comunicazione e l’informazione ai cittadini è carente, episodica e che con l’assenza di controlli sul territorio viene a mancare quel deterrente necessario affinché le persone si adeguino alle varie ordinanze (sul decoro, sull’avvio della differenziata) ed ai regolamenti comunali, come sono mesi che diciamo (anche supportati da dichiarazioni del Sindaco) che deve essere combattuta casa per casa la battaglia contro l’evasione della Tarsu di ieri, della Tares di oggi, della Service Tax di domani; se pagano tutti i cittadini, tutti pagheranno meno. L’avvio della raccolta differenziata a Fiumicino città è l’azione che segnerà il successo o meno di tutta l’operazione; a Fiumicino (tra Isola Sacra ed il Paese) risiedono poco meno di 40.000 abitanti, con una buona densità di esercizi commerciali (ristoranti, pescherie, macellerie, etc…), l’urbanistica ed il sistema viario sono variegati, case con poche famiglie dove il porta a porta può funzionare bene, grandi condomini dove si può pensare ad una raccolta condominiale (evitando di lasciare i cassonetti per strada come a Parco Leonardo), vie con marciapiedi e vie senza, con doppi senso di marcia, sensi unici, etc.. E l’esito dell’azione su Fiumicino condizionerà pesantemente anche il conto economico poiché se la raccolta differenziata funzionerà bene avremo minori costi di conferimento dell’indifferenziato ed entrate dalla vendita del differenziato, altrimenti continueremo a pagare un conto salato (circa 135 Euro/tonn. a fronte di una previsione di circa 85, quindi anche con un extracosto non previsto di circa 50 Euro/tonn.). L’ATI può garantire, anche con approssimazione, sul buon esito dell’operazione, tolti i cassonetti (visti i precedenti)? L’amministrazione è confidente sulla riuscita di questo avvio di raccolta differenziata? Noi con grande amarezza pensiamo che non ci siano le condizioni per procedere al nuovo sistema di raccolta su Fiumicino Città; l’Amministrazione dovrebbe valutare, invece, di completare l’avvio della raccolta porta a porta, accompagnandola con una capillare e ripetuta campagna informativa, nelle località al nord del Comune che mancano e nel frattempo si dovrebbe rivedere il progetto e la logistica per Fiumicino Città predisponendo anche un apposito calendario per le attività commerciali, rafforzando nel transitorio la raccolta stradale del secco e attuando una campagna di sensibilizzazione straordinaria, diffondendo materiale informativo a mezzo posta, negli uffici pubblici, nei negozi e supermercati, negli studi medici, e chi più ne ha più ne metta, assicurandosi che la percentuale di mastelli consegnati sia alta. L’Amministrazione inoltre deve rendere più efficiente la raccolta nelle località dove il servizio è già avviato, anche mediante controlli frequenti sia sui cittadini sia sull’ATI; sarebbe utile capire se i 2.000 mastelli non ritirati a Fregene ed i 200 a Passoscuro sono stati ritirati/consegnati o meno, ed in quest’ultimo caso quali azioni sono state intraprese o si pensa di intraprendere per portare a compimento questa operazione. Amministrare un territorio complesso come Fiumicino comporta grandi onori e grandi oneri ed il problema dei rifiuti è uno di questi, ma lo si sapeva anche da prima della campagna elettorale; una cosa è certa: governare questa città è un compito difficilissimo e chiunque ci proverà seriamente avrà sempre il nostro rispetto e sostegno. I risultati da ottenere, le percentuali da raggiungere, con la raccolta differenziata non li dettiamo noi, sono imposti da un piano provinciale, un piano regionale da direttive europee e da leggi nazionali, oltre che essere un impegno assunto in campagna elettorale: serve però ragionare sui tempi per mettersi nelle condizioni di non peggiorare il presente zavorrando il futuro con nuovi problemi”.

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