18 ottobre 2017

Scandalo rifiuti, è ora di reagire

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Non è solo una questione di morale, decoro, civiltà. Ma anche di costo elevatissimo a carico dei cittadini, sono loro alla fine il più delle volte a pagare il conto. Diventato ogni giorno più salato. Per la Fiumicino Servizi si tratta sempre di spese straordinarie, alla fine della rimozione arriva la fattura al Comune. Se poi si tratta di rifiuti speciali o eternit, la spesa diventa enorme. Gigantesca, come è accaduto nel passato, quando l’eternit finisce nell’acqua di irrigazione dei canali del Consorzio di Bonifica. Perché dopo aver rimosso le lastre, scatta l’obbligo di depurare le acque: centinaia di migliaia di euro il costo che grava sulla collettività per colpa di qualche delinquente, perché questo sono quegli operai tutto fare che si spacciano per svuota cantine.
Su via dei Collettori la firma è sempre la stessa, un furgone bianco che dopo il tramonto si apparta o vicino al ponticello all’incrocio con via delle Idrovore, o più a nord. Apre lo sportello laterale e scarica in tutta tranquillità, è stato visto più volte. Basta fare una passeggiata lungo la via per rimanere disgustati da quelle tonnellate di rifiuti. C’è tutto il campionario dell’orrore possibile: pneumatici di camion, grondaie, materassi, sedie, poltrone, tanti mucchi di calcinacci, una vasca idromassaggi, sacchi neri pieni di materiale da cantina. Gettati in aree bellissime da un punto di vista naturalistico, campagna attraversata dai canali, dove tra i canneti c’è una fauna unica, aironi, fagiani, etc. Accanto a tonnellate di plastica, eternit, calcinacci, che deturpano un patrimonio ambientale di tutti. E siccome si sentono ormai onnipotenti, questi signori non si preoccupano più nemmeno di lasciare tracce molto evidenti. Su molti cartoni abbandonati ci sono stampati gli indirizzi delle società a cui sono stati consegnati. Ne abbiamo fotografati diversi, le abbiamo consegnate alle forze dell’ordine. Ma come le abbiamo trovate noi, potevano trovarle altri per arrivare a colpire queste persone, quantomeno a fargli sapere che sono controllate, che sappiamo chi sono, dove abitano.
Vogliamo fare qualcosa o dobbiamo continuare a subire considerandolo un problema secondario? È solo questione di volontà, se c’è una emergenza si affronta, quanto meno ci si prova. Ma bisogna considerarla tale. “Ogni anno paghiamo un conto molto salato per rimuovere tonnellate di rifiuti dalle aree verdi – commenta Silvio Salera, amministratore delegato della Maccarese Spa – domani faremo con i tecnici l’ennesima ricognizione per vedere se quelle aree fanno parte della nostra proprietà. In tal caso rimuoveremo i rifiuti. Ma non siamo certo noi che possiamo prendere iniziative di repressione e prevenzione, questo è un compito che spetta alla pubblica amministrazione. Abbiamo appena pulito via della Veneziana, tra viale Castellammare e via Grottammare. Quanto ci vorrà perché tornino a scaricare di tutto lì? A questo punto, se non ci saranno iniziative significative, chiederò al sindaco di chiudere la strada, come era stato fatto anni fa”.
Chiudere, recintare, per rendere inaccessibili ai furgoni, alle auto, strade secondarie. Possibile che non si possa tentare qualche altra soluzione? Che fine hanno fatto i rilevatori ambientali, la cui formazione è costata soldi alla pubblica amministrazione? Perché non considerare questa piaga quello che è, una emergenza e prendere le contromosse. Video sorveglianza dove possibile, ma anche uomini, volontari, carabinieri in congedo e magari anche qualche Vigile Urbano. Vogliamo provare a fare qualcosa o ci si deve limitare a pagare passivamente il conto che si presenta, annodopo anno, sempre più salato?

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