19 settembre 2017

Sicurezza, sit-in dei poliziotti per chiusura presidi

Durissima e soddisfatta la Consap, Confederazione sindacale autonoma di polizia, il sindacato maggiormente rappresentativo dei poliziotti, al termine dei sit-in di protesta organizzati davanti ai presidi che il questore di Roma ha proposto per la chiusura. Ma il sindaco precisa: "Il questore non vuole ridurre i presidi di polizia in città, ma trasformare quelli non operativi in presidi mobili per potenziare il servizio in strada e migliorare l’utilizzo del personale". Gianni Alemanno spiega così le intenzioni del questore, alla base della protesta di oggi degli agenti. “È stata una giornata indimenticabile – hanno dichiarano i segretari provinciali Francesco Paolo Russo e Giulio incoronato, che hanno guidato il sit-in presso il commissariato di Porta Pia – la popolazione ci ha dato atto che la nostra protesta è giusta e che questi baluardi della sicurezza non vanno toccati. Anche molti esponenti politici, dello spettacolo, associazioni di quartiere (Associazione Rinascita Tiburtina ) e la comunità ebraica di via Padova ci hanno voluto manifestare la loro vicinanza, preannunciandoci la volontà di intraprendere iniziative analoghe". Dopo Montesacro, Fregene, Porta del Popolo, Centocelle, Tor Bella Monaca, chiusi tutti in epoca recente – denuncia il sindacato – il questore Caruso ha proposto la chiusura in un sol colpo di Torpignattara, Porta Pia ed i presidi Rai delle sedi di viale Mazzini, via Teulada, Saxa Rubra, Salario e Dear. Fermo i no dei rappresentanti dei poliziotti: “Non si può togliere la polizia dai quartieri, quest’operazione è il prezzo di tagli indiscriminati che stanno portando al collasso la polizia a Roma. Non si può decidere non curandosi di quello che la cittadinanza chiede e la percezione di sicurezza che lo stesso utente avrebbe, vedendosi sottrarre gli ennesi punti fermi”.“Il dottor Caruso non ci sorprende – afferma Giorgio Innocenzi Segretario generale della Consap – sapevamo che riorganizzare per i vertici della polizia equivale a chiudere presidi sul territorio, ma è gravissimo se queste chiusure, che modificano spesso in peggio la vita professionale e privata del personale vengano decise senza un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali. Chiediamo che qualcuno dei vertici ci spieghi – conclude Innocenzi – come sia possibile che i presidi Rai della Polizia di Stato che si trovano lì fin dall’apertura dell’azienda intorno alla metà del 1940, oggi a distanza di 70 anni siano improvvisamente sono diventati inutili? La vastità del territorio della capitale – prosegue la Consap – fa sì che la maggior forma di deterrente contro la criminalità sia il controllo del territorio, una presenza che si garantisce in prima battuta con il personale ed in secondo battuta con le sedi di polizia. In questo contesto proseguire con le chiusure non produce risultati”. (LaRepubblica.it)

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