23 settembre 2017

Sicurezza viabilità scuola, tanto rumore per nulla?

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Rischia di finire come ogni anno la protesta fatta dai genitori e dalle associazioni per la scuola di Fregene in via Portovenere: con un nulla di fatto. Alla fine di ottobre l’insofferenza delle famiglie si era tramutata in una serie di cartelli affissi sulla recinzione: “Caro sindaco, noi ragazzi vogliamo andare a piedi o in bicicletta ma in sicurezza, non così”, si leggeva sui manifesti. Una mobilitazione scattata perché anche quest’anno non è stato previsto alcun miglioramento della viabilità davanti al plesso. Una situazione ben nota a chi ogni mattina porta i figli alla materna, alle elementari e alle medie. “Per rendersene conto bisogna vedere al mattino che giungla c’è qui – dichiarava Maurizio, uno dei firmatari della protesta – se la scuola è stata rifatta nel 2006, la via è rimasta quella di una volta: stretta, senza marciapiedi, con le auto in sosta su entrambi i lati, così i bambini sono costretti a camminare in mezzo alla strada tra le auto. E molti per evitare l’ingorgo vanno a piedi o in bici contromano rischiando di essere investiti”.
Ogni anno è stata fatta una petizione e raccolte migliaia di firme ma senza ottenere risultati, esattamente come si rischia di fare anche questa volta. L’associazione Vivere Fregene, il Nuovo Comitato Cittadino di Fregene e la Confcommercio di Fiumicino, il 10 novembre hanno inviato una lettera al Comando della Polizia Locale per chiedere: “la presenza dei Vigili Urbani all’entrata e all’uscita degli alunni per l’incolumità degli stessi e dei loro genitori, per evitare la sosta selvaggia con il conseguente blocco del traffico veicolare”. E per qualche giorno una pattuglia dei Vigili si è vista ma la loro presenza è durata poco. “Ci hanno risposto che non è possibile inviare una pattuglia fissa a Fregene – rivela Angelo Giavara a nome delle associazioni – potranno farlo solo ogni tanto perché ci sono situazioni molto più pericolose”.
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A questo punto allora, vista la cronica mancanza di personale da parte del Corpo dei Vigili Urbani, non resta che fare in modo che il problema venga risolto con una nuova soluzione viaria, un intervento di definitiva messa in sicurezza. Una proposta da cui partire è quella avanzata diversi anni fa dagli architetti Federica Rotundi e Felipe Lozano, ancora perfettamente attuale. “L’obiettivo è quello di proporre un intervento di riqualificazione urbana della zona compresa tra la chiesa e la scuola che nasce dalla constatazione delle difficoltà e della pericolosità attuale della viabilità pedonale e veicolare all’ingresso e all’uscita dei ragazzi – spiegano gli architetti – dove convivono infatti una forte concentrazione di pedoni, prevalentemente bambini, biciclette. traffico veicolare massiccio e disordinato e pullman in sosta accanto ad un marciapiede assolutamente insufficiente e punteggiato di elementi che ne diminuiscono ulteriormente la superficie utile (bidoni, cartelli, etc.). Ne risulta uno spazio poco agibile, pericoloso e, non meno importante, pesantemente inquinato dai gas di scarico dei pullman e delle auto. Proponiamo un accrescimento dei percorsi pedonali che riguardano il tratto di via Portacenere antistante la scuola, il sagrato della chiesa in largo Riva Trigoso e via Porto Conte. Nel tratto di via Portovenere di fronte scuola l’accesso veicolare verrebbe alle sole residenze e la parte pedonale verrebbe allargata a formare un giardino urbano connesso con il sagrato della Chiesa: un luogo che offra un importante occasione di relazione e scambio tra i genitori al momento ostacolata dalla forzata dispersione dovuta al carattere inospitale e insicuro del luogo”. Questa la filosofia del progetto che prevede nel dettaglio ogni particolare dagli stalli per il parcheggio degli autobus al percorso ciclabile per i ragazzi. Che tra l’altro potrebbe fare sistema con la “Zona 30”, la grande fascia ciclabile in arrivo dalla lecceta di Fregene sud che si inserirà proprio su via Portovenere. Gli architetti, anche se sfiduciati da anni di inutili tentativi, sono sempre disponibili a condividere il progetto con qualche interlocutore della pubblica amministrazione. Si riuscirà questa volta a riannodare il filo o è più semplice mettere la testa sotto la sabbia?

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