20 settembre 2017

Spiagge semivuote nei feriali

Per Emma Pascali, storica e battagliera presidente del sindacato balneari Sib di Fregene, questa per la ”perla del Tirreno” è una delle più strane stagioni degli ultimi anni. «Le presenze nei giorni feriali sono crollate, la spiaggia è deserta. Mai vista una cosa del genere» lamenta Pascali che nel suo impianto, ”Il Patio”, ha avuto l’onore di accogliere Frank Sinatra e Liz Taylor. «Eh, non è più la Fregene di un tempo prosegue Si sta perdendo la clientela fissa ed arriva un altro tipo di bagnante, di quelli che ti chiedono di stare nello stabilimento senza pagare o che pur di risparmiare non affitta il lettino e si stende sulla sabbia».
«L’economia turistica di Fregene diventa sempre più dipendente dal meteo e questo la dice lunga su come sta cambiando volto questa località» riassume Armando Fabbri, titolare dell’albergo ”La conchiglia” e dello stabilimento ”Lido”. A giugno la costa romana ha perso tre week end consecutivi per colpa della pioggia e del maltempo. «In linea di massima, adesso che il clima si è stabilizzato, si fanno grandi numeri, sotto il profilo delle presenze, soltanto nel fine settimana aggiunge Fabbri ma si tratta di persone molto attente ai consumi più impegnativi, come può essere un pranzo al ristorante. Riguardo al turismo alberghiero, non ci sono stati passi in avanti e l’attività si limita a clienti affezionati».
«Prematuro fare bilanci è la considerazione di Simonetta Mancini, presidente dell’associazione tra concessionari ”Balnearia” La tendenza è che se c’è il sole la clientela si affolla principalmente nel sabato e nella domenica. Per valutare la qualità della stagione dovremo attendere il mese di agosto che mai come quest’anno sarà importante. Se è vero che molti romani non partiranno o ridurranno la durata delle vacanze, allora sarà assai probabile che vivranno il mare di Fregene in modo ”mordi-e-fuggi”. In quanto ai consumi la mia valutazione è che si stia nello standard.
Restano sfitte diverse case proposte in locazione stagionale. «Se anche le seconde case non si popolano neanche dei proprietari è l’analisi di Fabrizio Fumagalli, presidente regionale del sindacato balneare Sib vuol dire che c’è una ridotta propensione al consumo. Significa che non è la spesa dello stabilimento balneare, del chiosco sulla spiaggia, del lettino a tenere i romani a casa bensì che si preferisce orientare le economie in altra direzione. La vacanza al mare, insomma, è considerata secondaria rispetto ad altre priorità». (Il Messaggero Giulio Mancini)

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