22 settembre 2017

Storie: Un ponte per Alice

Alice storia

“Ci sono penne che scrivono storie, ma ci vogliono penne speciali per scrivere storie speciali…  speciali come la storia del coraggio di Alice, che a due anni ha deciso che vuole vivere ad ogni costo e suoi dei genitori che combattono al suo fianco senza neppure provare ad arrendersi neppure un solo istante”. Pierpaola Meloni ci ha presentato così quello che succede ad Alice e ai suoi genitori che “chiedono di diffondere la sua storia affinché nessuna strada resti intentata, affinché chi può darle speranza possa arrivare a loro in qualunque angolo del mondo si trovi”.

Si può condividere su FB a UN PONTE PER ALICE                        www.facebook.com/unponteperalice/
per aiutare la famiglia a trovare una speranza.

“Vi voglio presentare Alice. Alice è una bellissima bambina di quasi due anni, vive a Cuglieri con i suoi genitori, Valentina e Stefano, e con il suo fratellino Alessio. Alice, appena prima di compiere un anno, si è ammalata di una forma piuttosto rara di leucemia. Sottoposta a vari cicli di chemioterapia e a trapianto aploidentico di midollo nel Gennaio del 2017, viene colpita poco tempo dopo da recidiva della stessa malattia. I centri che hanno visitato Alice, non hanno dato speranze ai suoi genitori, ma loro non si vogliono arrendere e mi hanno contattato con la speranza che la storia di Alice si diffonda e che qualcuno possa essere in grado di riaccendere la luce. Per contribuire alla causa potete mettere mi piace alla pagina Un ponte per Alice e condividere questo post in modo che il messaggio arrivi a più persone possibili. Qua di seguito, il messaggio di Valentina, la mamma di Alice, che potete contattare per qualsiasi informazione o suggerimento tramite messaggio privato nel suo profilo: Valentina Flore.

La storia di Alice
“All’improvviso ci siamo trovati ad affrontare una prova molto grande. Mai avremmo pensato che una piccola creatura di 11 mesi potesse sopportare una prova così difficile. Il 19 agosto inizia il nostro viaggio…in quel periodo il suo accrescimento non è nella norma, Alice viene sottoposta a un prelievo e, dopo un’ora circa, la chiamata dal laboratorio analisi: devo recarmi immediatamente all’ospedale con Alice perché i valori dell’emocromo sono molto bassi (3.4 di emoglobina e 11.000 piastrine). Devono intervenire subito. È molto urgente. L’ambulanza ci trasferisce al Microcitemico di Cagliari per una trasfusione immediata di sangue e piastrine. Seguono controlli più accurati e il prelievo di midollo. Trascorsa una settimana arriva la doccia fredda: Alice è affetta da Leucemia Mieloide acuta M07 e, oltretutto, presenta una traslocazione che indicava la necessità di trapianto. Inizia l’inferno.. mille paure e mille pensieri negativi mi attraversano. Poi il suo primo ciclo di chemio e la paura ci incatena. Alice si dimostra da subito una guerriera , affronta tutto con serenità e sempre con il sorriso. Mi sento relativamente serena , ho fiducia , i suoi occhi mi parlano, dicono che ce la faremo. La vita all’interno dell’ospedale non è delle migliori, come facilmente si può immaginare, anche se il personale è affettuoso e sempre disponibile. Trascorriamo le giornate a inventarci giochi nuovi e affrontiamo, sempre con serenità, altri tre cicli di chemio e Alice li affronta con ancora più grinta del primo. Il 4 gennaio ci trasferiamo al centro trapianti. Aumentano le paure ma le affrontiamo sempre con positività e serenità…e un altro ciclo viene affrontato da Alice nel migliore dei modi. Il 18 Gennaio Alice riceve l’infusione delle cellule staminali ricevute da me. Un’altra forte emozione, così diversa ma in fondo così simile a quella legata alla sua nascita… Purtroppo dopo 100 gg la brutta bestia è tornata. Alice è stata sottoposta ad altri due cicli di chemio che purtroppo non hanno dato i risultati sperati. I medici ci dicono che purtroppo non c’è più niente da fare. Abbiamo contattato altri centri, parecchi anche all’estero, ma quelli che ci hanno risposto non ci hanno dato speranze. Siamo qui a condividere con voi la nostra dolorosa esperienza perché non siamo ancora pronti a perdere la speranza! Alice è una bambina forte e, ad oggi, nonostante il persistere resistente della malattia, si trova in buonissime condizioni di salute generali. Alla luce soprattutto di questo, pur essendo consapevoli della gravità del quadro clinico, vogliamo urlare a tutti che NON SIAMO PRONTI A MOLLARE! Non lo è Alice…e non è ancora arrivato il momento di arrendersi!”

Valentina, la mamma di Alice

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