Tempi duri per gli evasori della tassa sui rifiuti. Il Comune di Fiumicino è pronto ad iniziare controlli “porta a porta” per scovare chi non paga la Tari e di conseguenza non solo non fa la differenziata ma, non avendo i mastelli, si disfa dei sacchetti gettandoli per la strada, visto che in molte zone sono stati ritirati i cassonetti. Una piaga soprattutto a Fregene dove molti romani, titolari di seconde case, sono sconosciuti all’anagrafe tributaria comunale. “Con una selezione pubblica abbiamo assunto per tre mesi, rinnovabili di volta in volta, otto persone con l’obiettivo di fare le verifiche casa per casa – rivela Antonio Quadrini, amministratore unico della Fiumicino Tributi S.p.a. – partiremo a giorni da Aranova e Passoscuro per poi passare a Fregene. I controlli si concentreranno su 8 mila posizioni dubbie che abbiamo individuato incrociando le diverse utenze domestiche. Verificheremo attraverso questionari anche le utenze conosciute, superficie delle abitazioni e numero dei componenti. Ma soprattutto batteremo a tappeto quelle sconosciute, ovvero tutti quelli che non hanno mai pagato la tassa”.
Una resa dei conti salata considerato che la legge prevede che vengano pagati gli ultimi cinque anni con more e sanzioni che decuplicano gli importi dovuti. 
Un passo essenziale per ripristinare una situazione di equità sociale visto che il costo finale del servizio di raccolta dei rifiuti viene diviso per tutte le famiglie presenti nel territorio. “Il principio è chiarissimo, pagare tutti per pagare di meno – continua Quadrini – grazie al recupero dell’evasione, quest’anno un milione di euro di  imponibile in più rispetto al 2014, è stato possibile lasciare la tassa sui rifiuti allo stesso importo dello scorso anno”.
A Fregene una delle situazioni più critiche, si stima che siano almeno un migliaio le famiglie che non risultato iscritte, più altre 700 quelle che a distanza di due anni dall’inizio della raccolta differenziata non hanno mai ritirato i mastelli. Risultato, in particolare d’estate, almeno 1700 “sacchetti vaganti” che tutti i giorni finiscono nei boschi, nella pineta, nei mastelli dei negozi, perfino nei parchi giochi dei bambini. Diverse le strade più decentrate che sono state chiuse dal Comune per evitare l’effetto discarica, alcune in piena Riserva naturale: via Porto Recanati, viale Tirrenia, via della Veneziana, tutte sbarrate con cancelli e recinzioni. Una beffa intollerabile per chi paga e segue le regole della differenziata e poi si ritrova sommerso dai rifiuti degli altri.