25 settembre 2017

Test antidroga ai consiglieri comunali?

Noi lo faremo, e ci auguriamo che tutti seguano i nostri passi, consci del fatto che se è opportuno che ad ogni livello istituzionale non manchi mai la fiducia tra cittadino e politico, tale caratteristica sia ancor più indispensabile quando entrambi si incontrano e si guardano quotidianamente negli occhi. Sappiamo che i test governativi sono personali ma verranno poi pubblicizzati in maniera statistica, lasciando al singolo parlamentare l’onere di dichiarare il proprio risultato. Noi vorremmo fare un passo avanti, e chiedere a tutti i consiglieri comunali di lasciare pubblici i risultati del narcotest. Il rispetto dell’elettorato, quello vero che non passa solo per le parole, si vede anche da questo”.“Ai signori tutti casa, chiesa e famiglia invito a farsi qualche canna in più e di lasciare in pace i giovani di questa città”. L’affermazione di Andrea Alzetta, consigliere comunale Roma in Action – afferma Mauro Gonnelli – è delirante, e testimonia molto bene come la sinistra intenda i valori della famiglia, del vivere civile e della tutela dei nostri giovani. Un’affermazione senza il minimo rispetto non solo per chi vuole tenersi lontano dalla droga, ma ancor più per chi nel tunnel della tossicodipendenza c’è entrato e sta faticosamente cercandi di uscirvi. Da parte nostra – prosegue Gonnelli – come Comune proprio da pochissimo abbiamo aperto un nuovo centro di recupero dato in gestione alla cooperativa Moby Dick, il che dimostra anche la sensibilità del sindaco Canapini a questo tipo di tematica. E come singolo consigliere – prosegue Gonnelli – non mancherò di sottopormi al test antidroga, sperando che siano in tanti a farlo”.Gli fa eco Valerio Addentato: “Quando si prendono decisioni importanti per la collettività – afferma Addentato – è fondamentale essere lucidi e coscienti. In gioco c’è il futuro della gente, la stessa gente che merita rispetto nel sapere che un proprio rappresentante non alimenta il mercato illegale e la criminalità chiedendo sostanze proibite per legge. Dunque due motivi ‘istituzionali’ per essere assolutamente d’accordo nel fare subito il test antidroga”.Sulla stessa lunghezza d’onda Giovanna Onorati: “Il rispetto dei cittadini passa anche e soprattutto per la trasparenza di comportamenti, per l’onestà intellettuale, per la coerenza tra i messaggi che si vogliono dare alla società che si amministra e i propri comportamenti. Dunque ritengo corretto che gli amministratori pubblici, quali che siano, si sottopongano al test antidroga così come possano esibire un certificato antimafia intonso. Non si tratta di forma, ma di sostanza”.

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