16 novembre 2018

Sta per buttarsi nel Tevere, ex bagnino Singita lo salva

Passava con la sua auto su Ponte Sublicio, a Porta Portese, diretto al ministero dell’Ambiente, dove lavora. E ha visto Claudio, 35 anni, in mutande sul ciglio del ponte, con la schiena rivolta all’acqua. Non ci ha pensato due volte Andrea Curzi, 33 anni. “Mi sono subito fermato – racconta Andrea – e pensavo fosse uno come mister Ok, che si esibiva. Invece lui si butta, nuota, raggiunge la riva e ritorna esattamente da dove era partito: sulla balaustra del ponte. La schiena e le gambe ricoperte di sangue. ‘Ma che fai ?’, gli ho detto”. Così Andrea lo ha preso per un braccio e lo ha tirato giù dalla ringhiera. Poi sono arrivate Polizia e ambulanza e l’uomo è stato trasportato all’ospedale Santo Spirito. Andrea Curzi evidentemente ha nel dna il salvataggio. Era infatti il 13 aprile 2013 quando da bagnino del Singita di Fregene, non in servizio, salvò la vita a tre bambini inglesi, tanto che l’amministrazione comunale di Fiumicino gli rese omaggio con una targa e una medaglia.
“Era un pomeriggio qualsiasi con la spiaggia del Villaggio dei Pescatori di Fregene piena anche se fuori stagione – raccontò Andrea all’allora sindaco Mario Canapini durante la cerimonia di premiazione – Verso le 15.30 tre fratelli inglesi, tra i 12 e i 15 anni, entrano in acqua. Il mare era mosso e tra il chiosco e la spiaggia libera c’è una grossa buca. Li ho visti annaspare per caso, ero lì solo per divertirmi con la mia ragazza e alcuni amici. Nessuno si era accorto di loro. E così ho deciso di intervenire. Sulla spiaggia non c’è ancora il pattino, perché si era fuori stagione. A nuoto sarebbe un suicidio, così ho preso una tavola da surf e mi sono buttato anche se avevo appena finito di mangiare. L’impatto è stato devastante, l’acqua gelata e una serie di onde: i crampi mi hanno intorpidito le braccia. Ho resistito. Ne ho recuperati due. Poi si è buttato il padre dei bambini che si era accorto di tutto. Ma non sapeva nuotare e quindi è andato in difficoltà anche lui. Per fortuna mi ha aiutato Luca Pannozzo che ha recuperato il terzo bambino. Le onde però erano alte e la corrente fortissima. A un certo punto ho sentito che stavo per morire, ho chiuso gli occhi e ho pensato fosse finita. Ma mentre si abbassavano le palpebre ho visto una luce bianca accecante, un istante dopo con il piede toccavo il fondo del mare e ci siamo salvati. È stato un miracolo, qualcuno dal cielo mi ha voluto aiutare”.
E adesso ecco un nuovo gesto eroico di Andrea per il riceverà un encomio solenne dalla Polizia.

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