23 settembre 2017

Una pineta

Ma anche, se non soprattutto, la responsabilità di valorizzare un luogo che, per merito del cinema di Fellini, è divenuto il simbolo di Fregene nel mondo. Ne parliamo con Luigi Valà e Marco Trionfo, responsabili rispettivamente delle cooperative sociali “Casa comune 2000” di Ladispoli e della Triomarc di Cerveteri. Le quali, a metà giugno si sono aggiudicate il bando per l’affidamento della durata di 6 anni. L’impressione è che siano perfettamente consapevoli del compito che li attende e questo è già un buon inizio. “Abbiamo già affrontato la gestione di punti di qualità in parchi pubblici, sia a Roma che in altri comuni limitrofi. Con quello di Fiumicino, oltre a partecipare con le nostre cooperative al progetto delle borse lavoro per l’inserimento riservato a persone con disagi fisici o sociali, come associazione temporanea di impresa abbiamo vinto anche l’affidamento di Parco Bezzi. Ma è chiaro che ogni luogo ha la sua storia e le sue esigenze”. Ritengono impossibile parlare già adesso dei progetti futuri, “l’effettiva presa di possesso è iniziata da luglio, siamo quindi in piena fase esplorativa. Oltre a dover fare i conti con iniziative di cui siamo estranei, dalle giostre al mercatino, dobbiamo ancora studiare bene cosa sia necessario per una gestione efficace delle tre aree”. Ma le intenzioni sembrano incoraggianti: “non vogliamo apparire come dei corpi estranei, stranieri in terra straniera, anzi, il nostro desiderio è quello di farci conoscere e aprirci al più presto al confronto con tutte le espressioni della comunità locale, associazioni, centro anziani, istituti scolastici, collaborare insieme, in accordo con l’amministrazione comunale, per dare vita a manifestazioni e iniziative che trovino il massimo consenso. E questo a partire dal compito primario che ci siamo assunti, ovvero rendere sempre più la pineta un posto gradevole e accogliente per cittadini e turisti”. Compito già questo non facile. “C’è un problema sicurezza e con questo di pulizia delle aree – continua Valà – tra le nostre mansioni, oltre allo sfalcio dell’erba che abbiamo subito eseguito appena entrati, c’è quella dell’apertura e la chiusura dei cancelli. Ma il più delle volte, se non sempre, li ritroviamo già aperti al mattino, segno che girano troppi doppioni delle chiavi. Così gli addetti alla pulizia  – già ora se ne alternano 6-7 durante la giornata – oltre alle zone aperte, anche in quelle chiuse ritrovano al mattino montagne di rifiuti tra cartacce e bottiglie. Provvederemo presto a chiudere con delle catene”. Ad un loro primo giudizio c’è però anche la necessità di potenziare i servizi: “i cestini attuali sono insufficienti di numero e poco funzionali, speriamo di poterli aumentare a nostre spese così come il numero delle panchine”. C’è poi il problema delle fontanelle, quasi tutte inutilizzabili e con vistose perdite. “Molte iniziative, comprese quelle di semplice manutenzione come può essere la sistemazione dei giochi, devono ancora passare attraverso la trafila burocratica con il Comune – chiarisce Valà – da parte dell’assessore Proietti c’è la volontà e l’impegno a valorizzare quest’area, la nostra speranza, quindi, è che si riesca a trovare il modo di velocizzare al massimo le procedure, in modo da realizzare gli interventi necessari in tempi ragionevoli”. Oltre al Comune, però, sull’area grava l’ ulteriore vincolo del Parco della Riserva del Litorale Romano: “Riguardo al pericolo crolli delle alberature, diventato ancor più di attualità dopo l’ultimo cedimento dei giorni scorsi, sappiamo che l’amministrazione deve passare attraverso la commissione della Riserva o altrimenti procedere, come ha fatto, per interventi della massima urgenza non in grado però di risolvere alla radice il problema. Anche su questo, benché non di nostra competenza, faremo il possibile per contribuire a una soluzione. Stesso discorso per il punto ristoro previsto, anche quello destinato a passare sotto diversi gradi di giudizio che ne condizionerà tempi e modalità. Ma siamo solo all’inizio, per quanto ci riguarda siamo consapevoli che una pineta sicura, pulita, pienamente vivibile potrà diventare un’attrattiva per Fregene e luogo ideale per ospitare tante manifestazioni”.

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