19 novembre 2018

Zona Bianca, tempi lunghi per la soluzione

Dal comitato Mo basta Pizzo del Prete riceviamo e pubblichiamo.
“Si è tenuta ieri mattina la prima riunione del tavolo tecnico sulla zona bianca di Cerveteri e Fiumicino, presso la Città Metropolitana di Roma, a cui erano invitati gli uffici tecnici delle Amministrazioni citate, la Sovrintendenza e la Regione Lazio quest’ultima assente ingiustificato.
Il Delegato all’Ambiente Manunta ha ribadito in premessa che l’ente non ha alcuna intenzione di aprire nuove discariche ed inceneritori sul territorio non avendone peraltro le competenza. La discussione ha avuto come oggetto la metodologia con cui gli uffici della città metropolitana hanno creato mappatura, anche in relazione alle osservazioni formulate dalle amministrazioni locali.
Queste ultime hanno ribadito la richiesta di annullamento della determina in autotutela alfine di evitare l’utilizzo di una mappatura non condivisa e non completa, richiesta rifiutata in quanto la città metropolitana afferma di aver utilizzato tutte le mappature esistenti, richiedendo anche conferma alla Regione Lazio su quanto utilizzato.
Di seguito i problemi aperti e che andranno affrontati nei tavoli successivi:
1.I vincoli relativi a beni archeologici derivanti da decreti ministeriali non sono stati presi in considerazione
2.Il PTPR regionale preso in considerazione è stato analizzato in relazione al piano regionale rifiuti vigente che considera alcuni vincoli come escludenti mentre ne considera altri (es. il vincolo sul paesaggio agrario di pregio, il giallo per intendersi) solo come vincoli di attenzione progettuale
3.Le mappature non riportano sempre l’esatta situazione ad oggi essendo abbastanza datate.
La questione è tecnicamente complessa e quindi il tavolo ha concordato di analizzare in modo più spinto le mappe parziali della zona bianca per verificare in modo congiunto se e quali vincoli siano stati omessi.
In ogni caso è stato ribadito dai tecnici della Città Metropolitana che la carta in questione va intesa come uno studio preliminare così come indicato dalla legge e che spetta alla Regione poi il compito di valutare nel dettaglio se e dove ubicare eventuali impianti.
E’ per questo che come Comitato riteniamo che in assenza della Regione Lazio questo tavolo tecnico può raggiungere solo obiettivi minimi, migliorare in modo non sostanziale l’attuale mappatura, anche in considerazione dei tavoli di lavoro sui rifiuti che si stanno tenendo in Regione in questo periodo.
Per noi questa situazione è RIDICOLA.
Non vogliamo che in Regione programmino il fabbisogno dell’impiantistica e la loro successiva localizzazione basandosi su una mappa del tutto incompleta e non attinente alla realtà.
Seguiremo il proseguo di questo tavolo tecnico ma nel contempo a tutti gli attori della vicenda chiediamo di portare il problema in sede regionale adesso, come Comitato abbiamo richiesto un incontro all’Ass.re Valeriani in data 14/5 senza aver ricevuto risposta, richiesta che ovviamente reitereremo e che invieremo anche ai Presidenti delle Commissioni regionali competenti; se non basterà ci organizzeremo per andare alla Pisana e farci ricevere.
E’ una battaglia di lungo periodo e non ci faremo certo vincere per stanchezza o con le chiacchiere. Se e quando lo riterremo utile scenderemo di nuovo per le strade per difendere il nostro territorio”.

Pubblicità

Newsletter

Archivio Articoli