In merito alla proposta di delibera 42/2025 approvata nel Consiglio comunale del 13 gennaio 2026 sulla riperimetrazione della Riserva naturale statale del litorale romano, le associazioni ambientaliste WWF, Legambiente, Italia Nostra, LIPU e FAI intervengono per evidenziare il rischio di una riduzione del territorio della Riserva e dei dispositivi che ne garantiscono la tutela. La sottrazione di una parte di territorio protetto, in particolare nell’ambito interessato dalla realizzazione della quarta pista porterebbe ad una ulteriore frammentazione ambientale e paesistica di un’area il cui valore risiede nella continuità e nella complessità di relazioni tra sistemi biologici e storico-archeologici.

La Riserva è stata infatti istituita con la finalità di salvaguardare “i lembi residui degli ecosistemi planiziari del delta tiberino e del litorale romano che, assieme ai contigui territori agricoli, costituiscono un unico valido sistema ecologico, da salvaguardare nell’integrità e nelle interconnessioni” come evidenziato nel Decreto Istitutivo della Riserva, del 29 marzo 1996.

In questi 30 anni la Riserva non ha costituito un limite allo sviluppo del territorio del litorale ma ha garantito la qualità dell’ambiente e della vita di abitanti, viaggiatori e turisti, permettendo la salvaguardia di habitat di pregio, la gestione di rischi ambientali e climatici, la valorizzazione culturale ed economica del patrimonio archeologico e del paesaggio rurale della bonifica.

Si evidenzia, inoltre, che l’area rientra all’interno di una IBA (Important Bird and Biodiversity Area), a testimonianza del suo inestimabile valore ecologico, con presenza di numerose specie di Uccelli tutelate dalla Direttiva europea 92/43/CE”. Un intervento di tale portata determinerebbe, tra le altre cose, un impatto irreversibile sull’avifauna stanziale e migratrice. La compromissione di questo habitat non rappresenterebbe solo un danno alla biodiversità, ma anche un duro colpo al prestigio internazionale del sito, che oggi costituisce una meta d’elezione per il birdwatching a livello internazionale.

Le associazioni sottolineano come la riduzione del territorio protetto richiesta dalle forze politiche di maggioranza rischi di privare i cittadini di Fiumicino di un ambito di valore strategico per la riduzione dell’impatto acustico e ambientale dell’hub aeroportuale, per la continuità del paesaggio agrario di Maccarese, incidendo inoltre su un’area di rilevante valore archeologico, corrispondente all’area degli stagni e delle saline di epoca etrusca e romana, come evidenziato dagli scavi nell’area dell’Interporto. Nessuna opera di compensazione, potrebbe in alcun modo risarcire la perdita di beni che per loro natura sono infungibili, unici e irripetibili.

Sarebbe inoltre, trattandosi di una Riserva statale, una perdita irreversibile per tutta la collettività nazionale, mentre invece sarebbe necessario rafforzare la protezione, in base al piano di gestione della riserva.

“Chiediamo alla politica di investire sulla riqualificazione dell’esistente e sulla qualità della vita, anziché puntare su una deregolamentazione che cancellerebbe decenni di storia e di biodiversità. Il futuro di Fiumicino deve fondarsi sulla coesistenza con la sua Riserva, non sulla sua eliminazione”.

WWF Litorale Laziale odv Maria Gabriella Villani
Italia Nostra Litorale Romano, Anna Longo
LIPU/BirdLife Italia, Alessandro Polinori
Legambiente Circolo Litorale Romano-aps, Elisabetta Studer
FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, Giuseppe Morganti