Le mareggiate che si stanno abbattendo sul litorale romano stanno minacciando sempre di più l’ultimo tombino del collettore fognario Focene–Fregene, che si trova nella zona nord di Focene denominata “Mare Nostrum”, anche perché il “fortino” che Acea Ato2 aveva realizzato per proteggerlo non esiste praticamente più.

Eppure i segnali di cedimento erano evidenti già poco tempo dopo la sua realizzazione. Infatti oggi resta soltanto il tombino, in balia delle onde. Quel pozzetto fa parte del collettore fognario che serve le aree costiere di Focene e Fregene e convoglia i reflui verso il depuratore di Fregene.
Già nel novembre 2023 la situazione aveva fatto scattare un’ordinanza sindacale che imponeva ad Acea la verifica urgente dello stato del collettore e delle opere di protezione. Le mareggiate avevano circondato il tombino, la foce del Canale delle Acque Alte risultava ostruita dalla sabbia e il livello dell’acqua si era innalzato pericolosamente, con il rischio di allagamenti nelle aree limitrofe. Anche nei mesi successivi sopralluoghi della Polizia Locale e della Protezione Civile avevano confermato la vulnerabilità del sito.
Il crollo del “fortino” non è quindi un fulmine a ciel sereno, ma l’epilogo annunciato di una situazione che si trascina da troppo tempo. Ora il rischio è concreto: un danneggiamento del collettore potrebbe provocare blocchi del sistema fognario, con conseguenze igienico-sanitarie, ambientali ed economiche per i residenti e per le attività della zona, in un’area che peraltro confina con un sito di rilevanza naturalistica come il SIC di Macchiagrande.
Per questo serve un progetto definitivo e condiviso che metta in sicurezza il collettore e affronti seriamente la questione. Anche perché ad ogni mareggiata i cittadini di Focene restano con il fiato sospeso.

