Con grande entusiasmo e partecipazione, anche quest’anno gli studenti delle classi seconde della scuola media hanno avuto l’opportunità di incontrare Emanuele Di Porto, superstite al rastrellamento del 3 ottobre 1943 nel Ghetto di Roma. La sua toccante testimonianza è stata accompagnata dal racconto della scrittrice Tea Ranno, che ha illustrato il percorso che l’ha portata a conoscere la drammatica storia di Emanuele e a narrarla nel libro “Un tram per la vita”, pubblicato in oltre dieci Paesi nel mondo.

L’incontro ha raggiunto momenti di intensa partecipazione emotiva, non solo grazie alla forza della testimonianza diretta, ma anche per i numerosi e straordinari lavori realizzati dagli studenti, espressi attraverso forme creative diverse. Particolarmente significativi sono stati anche gli interventi e le domande degli alunni, tra cui quello di Camilla, che ha dimostrato profondità di riflessione e grande sensibilità.

Fondamentale è stato il ruolo dei docenti che, come ha sottolineato Sergio Estivi, presidente della Fondazione, “riescono a trasmettere ai ragazzi la passione necessaria per renderli cittadini consapevoli e attivi”.

Il messaggio più importante dell’incontro è racchiuso nelle parole di Tea Ranno: “Voi studenti siete i testimoni del futuro e, quando qualcuno negherà le atrocità commesse dal nazismo e dal fascismo, sarete in grado di affermare che è una falsità, perché avete conosciuto, ascoltato e abbracciato chi quelle atrocità le ha vissute”. L’iniziativa si inserisce nel percorso di educazione civica e ambientale promosso dalla scuola, con il sostegno della Fondazione Anna Maria Catalano, da sempre impegnata nella diffusione dei valori della cittadinanza attiva, della cultura e del rispetto dell’ambiente.

Fonte: Ufficio stampa Fondazione Catalano