Poi vicino alla stazione Roma Trastevere, a Civitavecchia e nella tratta dismessa per l’aeroporto di Fiumicino. I furti avvenivano in pieno giorno per la connivenza di dipendenti Rfi. Il materiale veniva caricato su camion e portato in aziende o fonderie. Gli inquirenti hanno potuto ricostruire che parte dei binari è stata usata per costruire la tratta interna dell’interporto di Civitavecchia. Due imprenditori, uno di Terni, di 61 anni, e uno di 70, residente a Prato, sono finiti in carcere perché in poco più di un anno avevano rubato migliaia di tonnellate di materiale ferroso, binari e scambi ferroviari. Milionario il giro d’affari: una tonnellata di acciaio può costare 600 euro. Un vero e proprio mercato parallelo in cui avevano un ruolo attivo alcuni dipendenti della Rete ferroviaria italiana (Rfi) e imprenditori del settore. Lo ha scoperto la polizia ferroviaria del Lazio. Sei complessivamente gli arrestati, 4 ai domiciliari, con l’accusa di concorso in peculato, furto aggravato e tentata truffa ai danni delle Fs. Sei persone, inoltre, sono indagate a piede libero.