Si è svolta la mattina di sabato 10 gennaio la cerimonia di intitolazione della Stanza numero 20 (dedicata alle attività sociali) del Centro Paraplegici di Ostia a Luigi Braccalenti, volontario dell’Arvas, l’Associazione Regionale Volontari Assistenza Sanitaria.

Alla cerimonia, che è stata l’occasione per ribadire il ruolo ricoperto dal volontariato in ambito sanitario con la capacità di creare una forte sinergia tra ospedale e territorio, erano presenti oltre alla famiglia e ai colleghi, che hanno lavorato con lui per tanto tempo, anche Silvio Roscioli, Presidente Arvas, il dottor Claudio Santini, Direttore Unità Operativa Complessa di Medicina Interna dell’ospedale Grassi in rappresentanza della ASL Roma3 e il Direttivo della Nuova A.M.O., l’Associazione Mielolesi Ostia.

“Per tredici anni – commenta Silvio Roscioli, Presidente Arvas – Luigi ha prestato la sua opera garantendo una presenza costante, gentilezza e disponibilità con una grande attenzione ai bisogni dei pazienti. Grazie a lui e al suo senso del volontariato, tanti ragazzi ricoverati hanno imparato a usare con maggiore confidenza computer, cellulari e app. Anche quando la malattia di cui soffriva è peggiorata ha continuato sempre a prestare servizio, senza far venire meno la sua opera di prossimità e collaborazione. Gli amici volontari e il personale del presidio sanitario lidense della ASL Roma 3 lo ricordano con affetto e come persona unica e davvero speciale”.

“Abbiamo accolto l’invito dell’Arvas – sottolinea Laura Figorilli, Direttore Generale Asl Roma 3 – per rendere omaggio ad una persona la cui opera ha rappresentato i più nobili sentimenti di altruismo e disponibilità verso gli altri, un punto di riferimento umano che ha saputo caratterizzare la sua azione con grande competenza e senso di responsabilità, rafforzando anche il segnale della capacità di accoglienza e assistenza dell’intero sistema sanitario. Una storia che rappresenta anche il simbolo dei valori di solidarietà e servizio verso gli altri e per la tutela della dignità di chi soffre, sottolineando infine anche quanto possa essere produttivo il legame tra istituzioni e territorio”.

Fonte: Asl Roma 3