Venerdì 15  aprile alle 21.00, per il per il tema “4 passi nel cinema italiano” l’associazione l’Albero per la rassegna “Cinema x Noi” ha in programma la proiezione del film “La Famiglia” di Ettore Scola (ingresso libero). Appuntamento alla Casa della Partecipazione di via del Buttero 3 a Maccarese.

 

Il film:

Quartiere Prati 1907-1987. Questo è l’arco temporale in cui si svolgono le vicende di una famiglia borghese narrate da Carlo. Si parte dal suo battesimo e si giunge sino alla festa per il suo ottantesimo compleanno. Si assiste alla sua crescita con il fratello Giulio, ai suoi studi al suo formarsi una famiglia, al diventare genitore e poi nonno. Ettore Scola ci propone un film che non si limita a narrare fatti privati anche se praticamente non si esce mai dalle mura della casa che vede scorrere i decenni, passare persone, confrontare idee, nascere amori e contrasti. La famiglia di Carlo non può nascondersi al mondo né opporre più che tanto resistenza diretta a una società che cambia inesorabilmente. Scola però non vuole indicarci un’unica chiave di lettura e quindi si affida con consapevolezza alla complessità della vita dei singoli e di quel soggetto sociale, la famiglia appunto, che in Italia ha ancora un suo valore simbolico al di là delle trasformazioni socio economico culturali. Scola arriva a questo film dopo aver sperimentato la coralità di altre narrazioni (vedi La terrazza che può essere messo proficuamente in parallelo con La grande bellezza di Sorrentino per riflettere sul tempo che è passato e Ballando ballando. Qui si avvale di un cast ad altissimo livello che raccoglie il meglio delle generazioni che si sono avvicendate sul grande schermo per il cinema italiano ma non si limita a mettere in scena, quasi teatralmente, una sceneggiatura scritta con grande senso della narrazione insieme a Ruggero Maccari e Furio Scarpelli.  Le lunghe carrellate che scandiscono, con diverse durate e modalità, lo scorrere del tempo si connotano come un elemento linguistico-narrativo esemplare. Riescono allo stesso tempo a ricordarci come la famiglia di Carlo possa in fondo essere sempre diversa ma anche sempre uguale a se stessa quasi fosse impermeabile a quanto accade al di fuori. Ne esce un ritratto della nostra società vista ‘da dentro’, da una di quelle case in cui Gaber ci ricordava “non c’è niente di buono quando una porta si chiude dietro un uomo” e che Scola osserva con rigore ma anche, in fondo, con comprensione.