Venerdì 6 dicembre, per la rassegna cinematografica dal titolo “L’altro e l’altrove”, l’associazione culturale “L’Albero” di Maccarese ha programmato la proiezione del film “The square” commedia drammatica Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2017. Un film con Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Christopher Læssø, regia di Ruben Östlund.

IL FILM

Si prova una strana sensazione nell’accompagnare Christian, direttore di un museo di arte contemporanea a Stoccolma, alla ricerca del suo telefono in un edificio della banlieue di Stoccolma. Una banlieue che lo spettatore non vede mai ma di cui il protagonista di The Square, film svedese vincitore dell’ultima Palma d’Oro a Cannes uscito nelle sale italiane lo scorso weekend, percepisce in pieno la profonda estraneità rispetto al suo mondo distante solo pochi chilometri in linea d’aria. Un mondo fatto di Tesla fiammanti, vernissage, ricchi donatori che si affollano ai buffet: un mondo che ignora completamente ciò che davvero succede nella società circostante.
Il furto di un telefono e una campagna di comunicazione troppo aggressiva e carica di stereotipi sono per il regista Ruben Ostlund la scusa per affondare il dito nella piaga delle diseguaglianze tra chi ha troppo e chi ha troppo poco nelle nostre città, facendo di un film sull’arte contemporanea un oggetto strano che ci racconta meglio di una tonnellata di editoriali le contraddizioni che vivono le nostre città. La tollerante e politically correct Stoccolma è il luogo in cui queste contraddizioni esplodono in maniera più clamorosa anche ai nostri occhi, con quel culto esasperato della tolleranza a tutti i costi di facciata che fa da contraltare al razzismo e all’intolleranza che pervadono sottotraccia una società schiacciata tra questi due estremi.
Le grandi città sono ancora una volta il luogo in cui tali discrepanze esplodono nel caos senza possibilità di mediazione che è sotto i nostri occhi. Un caos a cui il protagonista del film decide di rispondere affondandovi le mani, portando con sé le figlie decenni a vedere con i propri occhi un mondo distante solo pochi chilometri ma lontano anni luce dal mondo dell’arte e della bella società di questa spassosa e inquietante Grande Bellezza svedese.
The Square non offre una soluzione a questi temi ma offre molteplici chiavi di lettura a fenomeni come il disagio urbano e la dittatura del politically correct che attanagliano il nostro tempo e spesso fanno fatica anche a essere raccontati e diventare temi al centro del dibattito pubblico. Salutata lo scorso maggio dai critici internazionali come una Palma d’oro inconsueta ma giusta, l’opera di Ostlund (giá noto al pubblico per il potente Forza Maggiore) apre una nuova strada al cinema civile europeo, dimostrando che è possibile raccontare le diseguaglianze non solo dal lato degli ultimi, come un Ken Loach qualsiasi, ma anche dal lato dei primi, irridendo in ogni modo quel mondo bizzarro di artisti, comunicatori, galleristi e mecenati che ballano sul Titanic di una società di cui hanno compreso poco o nulla ma che pretendono di governare e orientare nelle scelte politiche e culturali.
Il risultato è che alla fine non si può non solidarizzare con l’addetto alle pulizie che scambia un’opera d’arte contemporanea per un accumulo di ghiaia da smaltire nel cassonetto: una forma di resistenza a ciò che è apparentemente e volutamente incomprensibile capace di raccontare in una scena volutamente comica la distanza che separa pezzi interi delle nostre società urbane.

IL REGISTA

Ruben Östlund (Styrsö, 13 aprile 1974) è un regista svedese. Ha iniziato la sua attività negli anni novanta come regista di video sciistici, per poi andare a studiare alla scuola di cinema di Göteborg, presso la quale si è laureato nel 2001.[1] È il cofondatore, assieme al produttore Erik Hemmendorff, della casa di produzione Plattform Produktion, che produce i suoi film.[2]
Nel 2004 ha diretto il suo primo lungometraggio non documentaristico, Gitarrmongot (noto anche come The Guitar Mongoloid). Il film ha vinto il premio FIPRESCI alla 27ª edizione del Festival cinematografico internazionale di Mosca ed è stato candidato al Nordic Council Film Prize.[3][4] Il cortometraggio di Östlund Händelse vid bank (o Incident by a Bank) ha vinto il Golden Bear come miglior cortometraggio alla 60ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino[5] e il Grand Prix al Tampere Film Festival nel 2011.
Nel 2008 e nel 2011 rispettivamente, Östlund ha diretto altri due lungometraggi, De ofrivilliga (o Involuntary) e Play.
Nel 2014 il regista ha vinto la sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes con il film Forza maggiore.