Riscaldarsi e riscaldare gli ambienti in cui lavoriamo o viviamo è un pensiero fisso quando è pieno inverno. Le temperature rigide sono persuasivi e impongono di interessarsi a quali sono gli elettrodomestici o impianti che sono validi per il riscaldamento.

Una caldaia è in effetti un dispositivo pratico, facile da usare. I combustibili con cui alimentarla sono reperibili sempre. C’è il gas, il pellet, biomassa o legno. Oggi troviamo addirittura delle alimentazioni con fonti di energia rinnovabili che riescono a diminuire sensibilmente le bollette.

Ogni caldaia ha una sua combustione dove si ha un forte calore che riesce a riscaldare grandi quantità di acqua o di aria. Questo provoca fumo e fuliggine, polveri e sporcizia di vario genere che rimane al suo interno e ne compromette le funzionalità. Il Controllo della caldaia aiuta a mantenere alta la prestazione di combustione e produzione di calore. Inoltre abbassa i consumi, usure e guasti a cui essa va incontro.

PRONTI PER SPEGNERE LA CALDAIA?

Aprile e maggio sono i mesi in cui si usa sempre di meno la caldaia. Il tepore inizia a farsi sentire e dunque si preferisce non accendere un riscaldamento che sarebbe troppo alto, a livello di temperatura, per gli ambienti.

Siete pronti a spegnere la caldaia? Non fate il solito errore, cioè quello di spostare la manopola del programma su “estate” oppure di non accenderla più senza occuparvi di una pulizia. Facendo così sicuramente avrete dei problemi per il prossimo inverno.

Una caldaia che si spegne o si usa solo per la produzione di acqua calda sanitaria, deve essere preceduta da un controllo da un professionista. Il controllo ha una spesa che varia dalle 30 € a salire, ogni città ha dei costi diversi. In questo intervento il caldaista esegue una valutazione sullo stato di usura del bruciatore e della camera di bruciatura, dello scambiatore primario e del termostato, fino a controllare la sporcizia al suo interno.

Essendoci una grande quantità di fuliggini e polveri sottili è necessario eliminarle totalmente. Esse continuano a creare una reazione chimica che attacca i rivestimenti interni provocando poi ossidazioni e ruggini. Tra l’altro la fuliggine ha la tendenza a solidificarsi. L’inverno prossimo rischiate di ritrovarvi con sassi e pietre di fuliggine, che si debbono asportare smontando la caldaia, con costi più alti, oppure gli strati si attaccano alle canne fumarie dovendo poi grattare via il tutto graffiando l’interno delle condutture.

Età della caldaia, da cosa dipende?

Da cosa dipende l’età di una caldaia? Dal momento dell’acquisto? Magari pensate che una caldaia comprata nel 2020 oggi avrebbe solo 4 anni, ma non è questa la metrica che si segue.

Una caldaia invecchia velocemente se si usa continuamente, sia di giorno che di notte per tanti mesi senza fare pulizie, controlli, manutenzioni e analisi. Gli sbalzi termici che essa subisce e quelli elettrici, possono invecchiarla rapidamente e questo indica malfunzionamenti di vario genere.

Il calore è l’elemento che tende a danneggiarla perché lo sviluppo del fuoco e del calore, al suo interno, potrebbe essere tanto alto da surriscaldarla e indebolirla. La revisione e le manutenzioni sono utili per valutare la sua resistenza e di conseguenza la sua età o durata.