Il Giubileo dei 100 milioni di passeggeri

Il Giubileo del 2033 dovrebbe essere un evento spirituale, un pellegrinaggio di fede. Per il Financial Times, invece, è, letterale, una “pietra miliare messianica che… rappresenta la scadenza non ufficiale per il progetto della nuova pista di atterraggio”. Dal 7 agosto scorso, data di “apparizione” di un articolo/intervista su FT, il CEO di Adr, come John Belushi nei Blues Brothers, è in missione per conto di Dio. Evidentemente, il supporto del sindaco di Fiumicino, del presidente della Regione Lazio, del sindaco di Roma, della LUISS, del Comitato InPista et similia, non basta più. Così, un anniversario religioso si trasforma in un pretesto, ai limiti del sacrilego, per giustificare un’infrastruttura trasportistica e un’intervista tecnica in un esercizio di devozione editoriale. Il risultato? Un articolo che sembra scritto per ingraziarsi l’interlocutore, più che per informare i lettori. E poi ci lamentiamo dei giornali/giornalisti italiani.

Quando FT scambia un cantiere per un’opera della Provvidenza divina
Il sottotitolo del FT parla di “messianic milestone”. Un’esagerazione talmente plateale che quasi ci si aspetta di trovare, nel paragrafo successivo, il cronoprogramma della quarta pista secondo Matteo. Troncone non ha, per sua fortuna, pronunciato quella frase. Ma il giornale gliel’ha apparecchiata come un altare: un Giubileo, un anniversario sacro, una ricorrenza millenaristica ed un CEO che vuole costruire una pista aeroportuale… e voilà, i miracoli sono serviti:

La “visione” del finanziamento privato (degli altri)
FT vede e scrive che il piano da 9 miliardi è “privately financed”. Qui la teologia diventa contabilità creativa. Perché il progetto è finanziato con soldi privati, ma sono quelli dei passeggeri, che li versano obbligatoriamente e inconsapevolmente attraverso le tasse aeroportuali. Gli azionisti di ADR non tirano fuori un euro. FT lo sa, ma preferisce la narrativa epica: “privately financed” suona meglio di “finanziato da chi compra un biglietto aereo”.

L’approvazione ambientale che non esiste
Il giornale riporta che il Ministero dell’ambiente avrebbe approvato il progetto. Peccato che:
-prima serve la riperimetrazione della Riserva Naturale del Litorale Romano (l’ultima volta, nel 2006, ci son voluti 6 anni per portarla a termine),
-poi la VIA (l’ultima volta, nel 2017, ci son voluti 4 anni, conclusi con un parere negativo).
FT non solo sorvola su questi trascurabili dettagli, li ignora completamente e trasforma un iter decennale in un via libera ottenuto.

La popolazione “totalmente favorevole”: apparizioni mariane!
Secondo l’articolo, i residenti “normalmente contrari” sarebbero ora “totalmente favorevoli”. Peccato che esistano comitati attivi da anni ed una vivace opposizione politica in Consiglio comunale, che denunciano, da anni, l’invasione della Riserva e hanno prodotto chilometri di osservazioni pertinenti e tecnicamente inoppugnabili. FT non li menziona. Non li vede. Figurarsi intervistare qualcuno di questi! Forse perché, novelli filistei, non rientrano nella narrativa messianica.

Il Giubileo come acceleratore di CO₂
Il giornale parla di crescita strutturale, di bilioni di nuovi turisti asiatici, di un boom di voli a lungo raggio, alimentato da ex “poveracci” dell’est asiatico e concittadini statunitensi dell’attuale Papa. In questa analisi della domanda di traffico tutto fa brodo e non si butta via niente, compreso il riferimento come “pull factor” al vicario di Cristo. Nessuna analisi sull’impatto climatico derivante da questo incremento del traffico aereo, il più inquinante tra tutte le modalità di trasporto. Nessuna contestualizzazione sul fatto che l’Italia, come l’Europa, in questa torrida estate, è in allerta caldo da settimane, brucia, si scioglie, si surriscalda.
FT si innamora della versione “gospel business oriented” di questa vicenda che possiamo sintetizzare così: più pellegrini, più voli, più piste. Laudato Fly!

Roma come Disneyland, Fiumicino come Purgatorio
I lettori inglesi, in alcuni commenti all’articolo, lo hanno detto chiaramente: Roma è già devastata dal turismo di massa, Fiumicino è stato un inferno durante l’ultimo restyling e l’espansione rischia di peggiorare tutto.
FT anche in questo caso non approfondisce. Meglio restare sul tono celebrativo: il Giubileo come opportunità, la pista come promessa, il CEO come profeta dell’aviazione.

Il nuovo catechismo aeroportuale
Il Financial Times, più che un’intervista, ha prodotto un’omelia. Ha preso un progetto controverso, lo ha immerso in un contesto religioso, ha ignorato le criticità ambientali, ha sorvolato sulle opposizioni locali e ha confezionato un racconto che sembra scritto per non disturbare il manovratore. Il Giubileo del 2033 sarà un evento spirituale. L’espansione di Fiumicino sarà un evento infrastrutturale. Due eventi così sideralmente distanti non potrebbero esistere, ma FT, nel dubbio, li ha fusi insieme. “Lodate il Signore, ma per favore fate la fila al controllo passaporti.”

Comitato FuoriPISTA