Circa 250 km da percorrere in una settimana sulle roventi sabbie del Sahara marocchino, atleti provenienti da tutto il mondo che possono scegliere di correre o camminare ma devono rispettare tempi prestabiliti per rimanere in gara, uno zaino sulle spalle di 6,5 kg di peso minimo per l’autosufficienza alimentare, vestiti e sacco a pelo, e infine un pizzico di sana pazzia. Questa è in sintesi la “Marathon des Sables“, una durissima corsa a tappe che ha contato oltre 13.000 partecipanti in 29 edizioni.
Se scorriamo la lista dei 1.358 partecipanti, quest’anno troviamo anche Andrea Tritarelli, classe 1968, nato e cresciuto a Fregene e titolare dello stabilimento balneare “La Capannina” di Maccarese.
Per lui non è una novità prendere parte a iniziative estreme. In passato ha partecipato più volte alla celebre Parigi-Dakar, lo scorso agosto era in Austria per l’Ironman 70.3 (2km a nuoto + 90km in bicicletta + mezza maratona), a ottobre era a Francoforte per la maratona, per citare solo alcune delle avventure in cui questo tenace ragazzo si cimenta periodicamente.
Fra le tante, la Maratona delle Sabbie è di sicuro una delle imprese più suggestive e massacranti che ha deciso di intraprendere: 6 tappe di 35-40 km in media di cui una interminabile di ben 92 km (praticamente dall’alba fino a notte fonda), temperature che a mezzogiorno arrivano a 50 gradi e un forte vento che spesso solleva la sabbia aumentando la fatica dei corridori. Le difficoltà vengono soprattutto dal fatto che la corsa è in autosufficienza: i concorrenti portano nello zaino anche il cibo (l’organizzazione fornisce solo l’acqua ogni 10 km, 9 litri al giorno per ciascuno), che va ben dosato e gestito per avere le calorie necessarie per tutta la gara.
Andrea si è allenato per un intero anno, tutti i giorni, festività comprese. È partito una settimana prima della gara soggiornando nell’Oasi di Merzuga (Marocco), dove si è allenato tutti i giorni per ambientarsi alla temperatura e alla fatica delle dune.
E alla fine si è piazzato 200° nella classifica generale e 8° tra i 50 italiani che hanno gareggiato con lui: un gran bel risultato!
Nonostante siano ormai abituati alle sue imprese, i suoi familiari hanno dovuto tenere a bada l’ansia di saperlo solo, senza cellulare né altro mezzo di comunicazione, in uno dei punti più impervi del deserto del Sahara.
Alla domanda se lo rifarebbe, glissa un po’ ma questo è comprensibile: il pensiero di ricominciare quell’estenuante allenamento con i piedi distrutti (ha perso le unghie degli alluci) non crediamo che al momento lo alletti più di tanto.
Ma sappiamo che in fondo Andrea ha già voltato pagina… e chissà a quale altra audace impresa sta già pensando!

Tritarelli