Un viaggio nella memoria collettiva del Paese, tra tradizioni popolari, lavoro e identità. Parte al Polo di Maccarese dell’Ecomuseo del Litorale Romano la rassegna “Memoriacinema 2026”, ciclo di proiezioni e incontri dedicato al cinema documentario e del reale che, tra aprile e maggio, accompagnerà il pubblico in un percorso intenso dentro la storia delle genti e dei territori. L’iniziativa, promossa dalla Cooperativa Ricerca sul Territorio (CRT), si svolgerà nella Sala Visioni del Castello San Giorgio, con ingresso gratuito. Tutti gli appuntamenti sono in programma alle ore 17.00.
Il filo conduttore dell’edizione 2026, “Un’Italia fa. Antiche tradizioni popolari e storie di subalternità sociale”, mette al centro le vicende di comunità, mestieri e tradizioni popolari, restituendo uno spaccato autentico dell’Italia del dopoguerra e delle sue trasformazioni sociali.
Attraverso 27 documentari realizzati da sei grandi autori italiani, la rassegna propone un racconto fatto di lavoro, riti religiosi e laici, superstizioni, vita quotidiana e cambiamenti profondi che hanno segnato il passaggio dalla società rurale a quella moderna.

Ad aprire la rassegna, giovedì 9 aprile, sarà Vittorio De Seta, con una selezione di opere che raccontano il mondo del mare e del lavoro nel Sud Italia: Lu tempu di li pisci spata, Pasqua in Sicilia, Isole di fuoco, Surfarara, Contadini del mare, Parabola d’oro, Pescherecci. Un affresco potente in cui emergono la fatica quotidiana, il legame con la natura e la dignità delle comunità.
Il 16 aprile sarà la volta di Florestano Vancini, con i documentari Portatrici di pietre, Tre canne un soldo, Palude operosa, Ultimo cantastorie, Teatro minimo, Uomini soli: opere che raccontano condizioni di vita difficili, tra lavoro duro e marginalità sociale, restituendo uno sguardo umano e realistico.
Il 23 aprile protagonista Luigi Di Gianni, con Magia lucana, La punidura, Il male di S. Donato, Il culto delle pietre, L’attaccatura, Donne di Bagnara, che esplorano il mondo delle credenze popolari, dei riti e della religiosità nel Mezzogiorno, tra magia e tradizione. Il 30 aprile spazio a Gianfranco Mingozzi con Sud e magia, un viaggio tra maghi e guaritori, tra ritualità religiose e pratiche laiche nel Meridione di circa cinquant’anni fa, che restituisce uno spaccato affascinante e complesso della cultura popolare.
Il 7 maggio sarà dedicato a Giuseppe Ferrara, con Minatore di solfara, La salute in fabbrica, Le streghe di Pachino, La cena di S. Giuseppe, documentari che affrontano i temi del lavoro, delle condizioni sociali e delle tradizioni popolari, mettendo in luce contraddizioni e resistenze.
A chiudere il ciclo, il 14 maggio, Cecilia Mangini con Stendalì, Ignoti alla città, La canta delle marrane, opere intense che danno voce agli ultimi, raccontando periferie, emarginazione e identità con uno sguardo poetico e civile.
La giornata conclusiva sarà arricchita dalla proiezione speciale di “Noi contadini” di Antonio Bertini, dedicata alla vita degli assegnatari delle terre dell’Ente Maremma nell’area nord del Comune di Fiumicino, tra Tragliata e Testa di Lepre, e alla comunità di Maccarese negli anni Settanta. Un racconto che riporta al centro il territorio, restituendo la memoria di un mondo agricolo che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo locale.
Il programma è suscettibile di variazioni.
Info: 339-5888686 – www.crtecomuseo.it

