Il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 è entrato nella sua fase conclusiva. Il 3 agosto, infatti, è stata avviata la Valutazione ambientale strategica (VAS) con l’apertura delle consultazioni pubbliche. Si tratta di quel Piano, annunciato a maggio dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che per Fiumicino non solo non parla di quarta pista bensì prevede per il sistema laziale un terzo aeroporto di supporto a Ciampino e Fiumicino da dedicare prevalentemente alle compagnie low cost.

L’Associazione/Comitato FuoriPISTA ha presentato entro la scadenza del 18 settembre le proprie corpose Osservazioni al PNA, così come hanno fatto molte altre realtà associative del territorio. Nelle Osservazioni abbiamo dichiarato il nostro apprezzamento per la decisione di dotare il Sistema aeroportuale del Lazio di un terzo aeroporto: una richiesta che come FuoriPISTA abbiamo avanzato da tempo in tutte le sedi competenti, in modo da liberare almeno parzialmente l’hub intercontinentale di Fiumicino dalla concorrenza a basso costo delle low cost (attualmente contribuiscono al traffico dello scalo per (circa 18 milioni di passeggeri/anno) rendendo così ancora più pretestuosa la cosiddetta “saturazione” del Leonardo da Vinci.

Abbiamo, inoltre, evidenziato, come qualsiasi possibilità di crescita del traffico aereo è preclusa e resa impossibile allo stato attuale dalla fragilità geologica, naturalistica, idrologica del territorio e soprattutto dalla totale insufficienza del sistema di monitoraggio (sia per l’inquinamento atmosferico che per il rumore) e dalla mancanza di studi sulla salute della cittadinanza che vive nell’intorno aeroportuale.

Inoltre, anche se il PNA 2026-3035 non parla esplicitamente di nuove piste per Fiumicino, abbiamo comunque ribadito, grazie ai nostri esperti, con una analisi tecnica approfondita, puntuale ed esauriente, che l’aeroporto non ha alcun bisogno di nuove piste dal momento che sarebbe in grado di assorbire senza problemi i volumi di traffico previsti, aumentando – nel rispetto delle norme vigenti – il numero di movimenti in modo sufficiente anche nelle fasce di picco. E fino a qui i fatti.

E ora passiamo alla propaganda. Improvvisamente, qui a Fiumicino, pare che tutti si siano accorti che il nostro territorio con le sue indiscutibili ricchezze ambientali, naturalistiche e storico-archeologiche vada valorizzato: chi scoprendo ora che la Riserva c’è da trent’anni, chi vagheggiando nuovi immensi Parchi da aprire alla popolazione, chi coinvolgendo esperti, studiosi, università. Perfino il parere di chi nel territorio ci vive sembra diventato degno di attenzioni, tanto da dedicargli sondaggi, inchieste, petizioni, costosi studi, convegni, incontri. Parrebbero anche buone notizie, se non fosse che a promuoverle sono gli stessi che fino a poco fa la Riserva la vedevano col fumo agli occhi, per non dire peggio, così come col fumo agli occhi vedevano i comitati, le associazioni ambientaliste e i cittadini che la difendono, tacciati di essere quelli del No a prescindere.

Qualche dubbio allora è legittimo. Per esempio, il Sindaco, Mario Baccini, che oggi 22 settembre partecipa all’incontro dedicato ai 30 anni della Riserva al Castello di Maccarese, è lo stesso che ha avviato la procedura per eliminare 150 ettari di Riserva, in cambio di uno spezzatino del tutto inadeguato di terreni sparpagliati qua e là. E che dire di AdR, il gestore aeroportuale che se non fosse stato fermato nel 2021 da una sentenza del TAR avrebbe volentieri distrutto 1400 ettari di Riserva. E ora, dopo avere presentato uno Studio di centinaia di pagine di supporto alla nuova perimetrazione, prospettando di “valorizzare” la Riserva sparpagliando ciclovie, siepi, aree pic nic e quant’altro (sempre, naturalmente, in cambio di 150 ettari di Riserva per la quarta pista), non contento di sostituirsi alle istituzioni competenti per giocare a fare il pianificatore di un bene pubblico, ha organizzato lo scorso 18 settembre un incontro presso l’Aeroporto Leonardo da Vinci per lanciare il grande Parco Archeologico dei Porti di Claudio e Traiano, “più esteso di Villa Borghese”, da mettere a disposizione della popolazione. Parco che a dire il vero esiste già ed è pure aperto al pubblico, anche se non nell’estensione continua prospettata da AdR.

A stonare, in questo contesto chiaramente funzionale ai piani di espansione di AdR, sono proprio gli esperti che, come il Presidente nazionale di Italia Nostra e il Presidente della sezione romana di Italia nostra, tradiscono la storia dell’associazione che rappresentano (non più tardi di gennaio FAI, WWF, LIPU, Legambiente e la stessa Italia nostra litorale hanno co-firmato un documento contro la delibera di decurtazione dei 150 ettari di Riserva per la quarta pista) offrendo col proprio nome di prestigio una copertura a una operazione di facciata, il cui scopo come dichiara apertamente Adr è di “integrare la tutela nei piani di sviluppo dello scalo di Fiumicino”.

Mentre Adr organizza incontri e finanzia “studi”, la Maccarese spa offre spazi di prestigio e si accorda col WWF e il Sindaco dà l’appoggio dell’amministrazione comunale, il Piano Nazionale degli aeroporti avanza nel suo percorso verso l’approvazione. Riteniamo che il progetto di AdR di dare seguito al Contratto di programma investendo i 9 miliardi per le opere infrastrutturali (a fronte dei quali sta già incassando un aumento dei diritti di imbarco pagate da ogni passeggero) per la realizzazione della quarta pista, sia fortemente a rischio e che la propaganda serva a fare pressioni e a confondere le acque.

Noi, comunque, facciamo conto sul fatto che la propagandata difesa dell’ambiente – anche se utilizzata in modo strumentale – faccia sì che sempre più cittadini assumano coscienza del valore insostituibile della Riserva, delle numerose zone protette che punteggiano il territorio e dei suoi siti archeologici, e che sappiano opporsi con ogni mezzo legittimo alle prepotenze di tutti coloro che pensano che col denaro si può acquistare tutto e tutti. 

Comitato FuoriPISTA