La sera dello scorso 14 giugno, sul calar del sole, nella cornice del vecchio Faro di Fiumicino, il Tavolo della costa del Contratto di fiume, costa e paesaggio Arrone e i Tavoli del Porto si sono incontrati per parlare di porti, di dinamiche della costa, di habitat, di società, di economie,  per cercare di costruire un processo che integri e rafforzi quelle istanze, studi, visioni e preoccupazioni che nutriti gruppi di cittadini in forma libera od organizzati in comitati, tavoli ed  associazioni o strutture di ricerca, stanno costruendo sul litorale del comune di Fiumicino.

Alla base dei movimenti vi è una forte istanza della cittadinanza: difendere l’ambiente, la cultura e l’economia tipica di questo tratto di litorale incentrata sulla pesca, la cantieristica navale, la ristorazione, i servizi turistici e l’agricoltura di qualità. Le preoccupazioni sono legate ai grandi progetti portuali (Porto della Concordia e Porto Commerciale) da anni in incubazione ed indirizzati a trasformare Fiumicino in una porta di accesso a Roma, un’area di transito di numeri importanti di turisti, grandi navi da crociera, navi Ro.ro con conseguente trasformazione delle dinamiche del territorio, dell’economia e della mobilità, della qualità di vita dei cittadini.

“Il contratto di Fiume, costa e paesaggio Arrone – dice Patrizia Menegoni responsabile tecnica del contratto –  si pone l’obiettivo di attenzionare piccole aste fluviali del comune di Fiumicino e Cerveteri e i tratti di costa corrispondenti. Non è pensabile non considerare la costa come sistema integrato tenuto in equilibrio da dinamiche complesse:  quelle dei sedimenti, dei fragilissimi habitat costieri, delle società e delle economie, della cultura di utilizzo delle risorse. Solo mediante un importante coinvolgimento delle realtà locali è possibile costruire un processo che individui una visione condivisa di sviluppo sostenibile, costruisca il cambiamento necessario alla sua attuazione, lavori nel tempo per potenziare la qualità della vita dei cittadini che, per condizione o scelta, hanno questo luogo come paesaggio della loro esistenza”.

Una trentina di partecipanti, una breve escursione lungo i trabucchi per osservare i fenomeni di erosione e deposito di questo tratto di costa, lo stato ed il degrado dei luoghi, una riunione nel porticciolo per confrontarsi sui dati, sulle preoccupazioni, le criticità, le proposte, le azioni da intraprendere insieme.

“La costa, il vecchio faro, i porti – sottolinea  Patrizia Staffiere dei Tavoli del Porto –  sono patrimoni dalla popolazione, vere e proprie icone culturali, una sintesi del nostro rapporto con la terra e con il mare, nel quale ci riconosciamo. Le nostre preoccupazioni sono molteplici: la salute dei cittadini, la difesa dell’economia della pesca, della nautica, dei servizi per un’accoglienza di qualità, la difesa dell’ambiente e dei fragili equilibri, il potenziamento della qualità di vita di chi questi luoghi li vive ogni giorno, l’urgenza di una costruzione di una visione condivisa di sviluppo sostenibile della costa di Fiumicino”.

“Sintesi della riunione – fa notare dice Loris Pietrelli responsabile scientifico del contratto di fiume, costa e paesaggio Arrone – è un primo gruppo di azioni condivise da inserire nel contratto di fiume costa e paesaggio Arrone da portare avanti congiuntamente nell’immediato futuro,  , uno spazio importante di costruzione collettiva di progetti dal basso”.

Tra le azioni individuate anche la nascita di un  coordinamento per la costa uno spazio di integrazione delle forze sociali, di studio e ricerca, di costruzione e realizzazione di progetti condivisi, cui tutti i presenti hanno aderito e che sarà sottoposto, insieme a tutte le altre azioni,  agli aderenti del Contratto di fiume, costa e paesaggio Arrone ed ogni altro soggetto del territorio interessato a partecipare e contribuire al processo.

A tal scopo per ogni comunicazione è possibile rivolgersi a contrattodifiumearrone@gmail.com

Fonte:  Contratto di Fiume, costa e paesaggio Arrone