24 settembre 2017

Ciclisti bersagli delle auto in uscita dai parcheggi

Ciclisti bersagli delle auto in uscita dai parcheggi

Domenica pomeriggio, ore 19.20. Sul lungomare siamo tutti in bicicletta sulla ciclabile incolonnati. Mio figlio davanti di una decina di metri, io dietro e mia moglie chiude la fila. Arriviamo a metà della parte sud della ciclabile, a un certo punto dal parcheggio interno di uno stabilimento esce sparata un’auto bianca, sfiora la bicicletta di mio figlio, che per fortuna aveva sentito il rumore del motore e aveva rallentato, e quella di un’altra bambina che procedeva in senso opposto. Si infila miracolosamente in mezzo, un decimo di secondo dopo e la frittata era fatta. Alla guida dell’auto, una Lancia Ypsilon bianca c’è una ragazza, sui 25 anni, parla al cellulare e non si è nemmeno accorta di quello che poteva combinare. Proviamo a gridare, tutti i ciclisti che in quel momento sono su quel tratto, ma lei ha i finestrini chiusi, continua a parlare al telefono e se ne va, forse fa finta o forse davvero non si è accorta di niente.

Poteva fare una strage, quantomeno mandare all’ospedale qualche bambino. Un misto di rabbia, paura e incredulità continua per ore a rimanere cucito addosso. Alcuni stabilimenti hanno messo delle tabelle che avvisano all’uscita gli automobilisti del pericolo ma è ancora poco, servono segnali luminosi, qualcosa di più evidente, un ulteriore azione concordata con la pubblica amministrazione. Il pericolo è reale e la sensazione è che solo il caso abbia finora impedito qualche grave incidente. 

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