24 settembre 2017

Cuore Biancorosso, olè Fregene

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La partita poteva già ritenersi conclusa nel primo tempo dopo il micidiale uno-due firmato dagli ospiti, al 28’ con Mazzeo e al 30’ con Macchiaiolo. Due incursioni che non hanno lasciato scampo a Roberti, che già nei minuti iniziali era stato chiamato a compiere dei miracoli. “Per noi non è cambiato niente”, si dicevano dopo lo 0-2 i giocatori dell’Olimpia. Qualcosa, invece, era cambiato nella squadra biancorossa. Si sono guardati negli occhi, la rassegnazione è stata trasformata in rabbia e cuore. E così la squadra di mister Luigi Bernabei ha iniziato a giocare come tutti la ricordavano. È avanzata, minuto dopo minuto fino ad accorciare le distanze al 43’ con il solito indomabile Marco Neroni. Nella ripresa il match è sempre stato nelle mani del Fregene, anche se il pareggio sembrava non arrivare mai. Poi Bernabei fa vedere che di calcio ne capisce e inserisce al 30’ Luca Galderisi (classe ’94) al posto di Maramao. E dopo cinque minuti è stato proprio Galderisi a sfruttare una mischia in area e centrare il pareggio. Nella circostanza il giovane biancorosso ha rimediato una brutta ferita al naso, ma è poi tornato in campo dopo le cure mediche. Il pareggio però non era un risultato favorevole al Fregene ed in effetti la squadra ha continuato a spingere, fino a quando dopo una nuova mischia in area Fabrizio Cioffi, nei minuti finali, ha insaccato la rete del 3-2. Nel finale c’è stato molto nervosismo che ha visto un accenno di rissa tra mister Bernabei e la panchina avversaria. “Ma cosa mi hanno regalato?”, diceva il tecnico biancorosso mentre veniva portato a forza negli spogliatoi dai suoi giocatori. In effetti il Bernabei è stato fondamentale con i suoi cambi, Galderisi, Filippi e Laurato, e la sua carica trasmessa alla squadra ha dato una chiara risposta: questo Fregene è duro a morire.

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