18 novembre 2018

Decreto sicurezza, più potere ai sindaci

Più poteri ai sindaci, istituzione del Comitato metropolitano, daspo urbano sul modello di quello pensato per gli ultrà del calcio, misure anti spaccio e di contrasto al fenomeno dei writers, arresto in flagranza differita. Queste sono alcune delle principali novità contenute nel decreto sulla sicurezza urbana approvato ieri dal Senato e che mira a “prevenire i fenomeni di criminalità diffusa” e a “promuovere la legalità” e “il rispetto del decoro urbano”.  L’Aula ha approvato il provvedimento con il voto di fiducia: i sì sono stati 141, 97 i no e 2 gli astenuti.

Tra i punti sul maggior potere ai sindaci, figura il contrasto alla movida selvaggia. La legge riconosce esplicitamente in capo al sindaco il potere di adottare anche ordinanze di ordinaria amministrazione, non contingibili ed urgenti, per disporre limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Il ricorso a tale strumento è ammesso solo al fine di assicurare le esigenze di tutela della tranquillità, del riposo dei residenti e dell’ambiente e del patrimonio culturale in determinate aree delle città interessate da afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi. Tali ordinanze devono disporre comunque per un tempo predefinito.

Il decreto prevede anche anche a misure per favorire la diffusione di telecamere di sorveglianza innovative prevedendo benefici fiscali per chi si fa carico dell’investimento. La norma stabilisce che i Comuni possano deliberare detrazioni Imu o Tasi per categorie specifiche che si fanno carico dell’investimento. La categorie sono: enti gestori di edilizia residenziale, amministratori di condomini, imprese, anche individuali, dotate di almeno dieci impianti, nonchè‚ associazioni di categoria ovvero consorzi o comitati costituiti fra imprese, professionisti o residenti. Il beneficio però non sarà per tutti i sistemi di sorveglianza, ma solo quelli tecnologicamente avanzati, cioè dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo con invio di allarmi automatici a centrali delle forze dell’ordine o di istituti di vigilanza convenzionati.

Nasce poi un organismo ad hoc, il Comitato metropolitano, co-presieduto dal prefetto e dal sindaco metropolitano, deputato all’analisi, alla valutazione e al confronto sui temi di sicurezza urbana. Al Comitato partecipano, oltre al sindaco del comune capoluogo, qualora non coincida con il sindaco metropolitano, i sindaci dei comuni interessati. Gli interventi per la sicurezza urbana vengono individuati con appositi patti per la sicurezza sottoscritti tra prefetto e sindaco.

Quanto al Daspo urbano, può colpire chi impedisce “la libera accessibilità o la fruizione” di aree e infrastrutture pubbliche, viene trovato in stato di ubriachezza, compie atti contrari alla pubblica decenza o esercita abusivamente l’attività di commerciante o di posteggiatore, paga con una sanzione amministrativa da 100 a 300 euro e con l’allontanamento. In caso di reiterazione delle condotte incriminate, il questore può disporre “con provvedimento motivato”, per un periodo da 6 mesi a due anni, un vero “divieto di accesso” all’area o all’infrastruttura in questione. Applicando poi la flagranza differita,  è possibile l’arresto nel caso di violenza alle persone o alle cose, in occasione o durante manifestazioni pubbliche. La flagranza differita scatta solo per i casi in cui è obbligatorio l’arresto, ed entro 48 ore dal fatto. Inoltre del reato deve esserci documentazione video o fotografica.

Norme più dure anti-spaccio: per i pusher condannati per vendita di sostanze all’interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici il questore può disporre il divieto di accesso agli stessi locali per un periodo da uno a cinque anni, nonché l’obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana presso il locale ufficio della polizia o dei carabinieri.
E ancora, previste multe salate, da mille a 3.500 euro, anche per i parcheggiatori abusivi. E se nell’attività sono impiegati minori, o nei casi di reiterazione, la sanzione raddoppia.

Infine, il decreto modifica l’articolo 639 del Codice penale prevedendo che il giudice possa disporre l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi per chi si macchia di atti contro il decoro urbano.

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